Un quartiere senza sottopasso

5 Agosto 2019

Proteste a Roseto, la zona nord davanti al Borsacchio non ha un accesso al mare

ROSETO. Un quartiere che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare notevolmente la popolazione, ma che non ha un accesso diretto al mare, con i cittadini costretti a raggiungere il sottopasso di via Palermo percorrendo circa un chilometro. E’ la situazione della zona a nord di Roseto, nel quartiere Borsacchio, dove da circa 15 anni si parla della costruzione di un sottopasso, in corrispondenza della rotonda sulla Statale 16, per permettere ai cittadini, ma anche ai pullman, di accedere in viale Makarska, una zona piena di strutture ricettive.
«Vivo nel quartiere Borsacchio», dice Nunzia Colonna, che parla a nome di molti cittadini della zona, «molti, per raggiungere il mare a piedi, utilizzano un sottopasso, come quello in via Donizetti, che in realtà è ad uso esclusivo delle Ferrovie ed è destinato allo scolo delle acque. Molti dunque transitano lì in maniera abusiva. C’era anche un cartello che vietava l’accesso ma qualcuno lo ha tolto. Di notte poi non è illuminato, con tutti i rischi connessi, e ci sono diversi gradini che rappresentano un ostacolo peri disabili con le carrozzine, le bici e le mamme con il passeggino». Molti cittadini, a piedi, devono arrivare al sottopasso di via Palermo per accedere al mare e i pullman, provenienti da nord, devono arrivare addirittura in via Emilia per raggiungere poi viale Makarska.
Qualche mese fa si parlò di un progetto per un sottopasso a nord: il consigliere di maggioranza Giuseppe Di Sante è consapevole del problema, essendo residente nel quartiere Borsacchio. «Si dovrebbe riprendere un discorso con le Ferrovie dello Stato», precisa Di Sante, «che qualche anno fa proposero anche due ipotesi progettuali: un sottopasso in trincea o, in alternativa, un sottopasso sopraelevato». Il problema, per il Comune, sono le risorse: ben 2 milioni 500 mila euro circa. «Per le Ferrovie non ci sarebbe nessun problema per il sottopasso», aggiunge Di Sante, «ma 2 milioni 500 mila euro per noi sono troppi. Ci potrebbe essere anche un co-finanziamento, ma si dovrà valutare bene con le Ferrovie». Un’alternativa più economica, secondo Di Sante, potrebbe essere un sottopasso ciclo-pedonale, dal costo di 400mila euro. «Sarebbe una soluzione parziale, ma permetterebbe a tutti i cittadini di accedere al mare in sicurezza», conclude.
Luca Venanzi
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