Un salvagente per la Piccola Opera

18 Gennaio 2015

D’Alfonso promette fondi con l’accreditamento della Rsa di Colleranesco. Per la Teramo-mare servono 58 milioni

GIULIANOVA. È stato un incontro proficuo quello di Luciano D’Alfonso con i responsabili della Piccola Opera Charitas di ieri pomeriggio. Il governatore si è impegnato a scongiurare il taglio di fondi regionali alla struttura (che comunque, come stabilito, dovrà completare la sua trasformazione in residenza protetta per disabili) con un escamotage, ovvero accreditando entro fine febbraio la nuova residenza sanitaria assistenziale di Colleranesco. La Asl, in questo modo, fornirebbe alla Piccola opera il compenso per le prestazioni sanitarie svolte a Colleranesco, che andrebbe a coprire il taglio di fondi regionale previsto dalla riconversione della struttura.

All’incontro erano presenti anche il vescovo di Teramo-Atri Michele Seccia, il sindaco Francesco Mastromauro, il vice sindaco Nausicaa Cameli, il direttore generale della Asl Roberto Fagnano e il direttore del dipartimento di sanità regionale Angelo Muraglia. «La Piccola opera», ha commentato Mastromauro, «ha ricevuto le risposte che aspettava da tempo, grazie all’impegno assunto dalla Regione». La Piccola opera, dal 2009, ha fatto diversi ricorsi ingiuntivi alla Asl per via dei mancati pagamenti: la Asl infatti contestava alla Fondazione di prestare servizi riabilitativi anche a pazienti cronici che, dunque, non potevano in alcun modo trarre beneficio dalla riabilitazione.

A fine anno, però, la Fondazione, a titolo di parziale risarcimento, ha ricevuto 1milione e 800mila euro dalla Asl e altri 500mila a inizio anno. Cosa che però non ha evitato il licenziamento di 40 dipendenti della Piccola opera (25 sanitari e 15 addetti all’amministrazione), per mancanza di fondi, anche se l’argomento ieri non è stato toccato.

Dopo il lungo colloquio tra D’Alfonso e Seccia, durato un paio d’ore, il governatore è andato al centro commerciale I Portici all’Annunziata per presenziare all’affollatissimo incontro sul problema degli argini dei fiumi e sul completamento della Teramo-mare organizzato dal segretario dell’unione comunale Pd di Giulianova Gabriele Filipponi. Per mettere in sicurezza i fiumi occorre un milione di euro mentre, per il quarto lotto, la cifra è di ben 58 milioni di euro. Somme che la Regione al momento non possiede. La promessa di D’Alfonso è stata quella di trovare i finanziamenti in tempi rapidi. Un plauso del governatore è andato a Antonio Maiorani, ex consigliere della Provincia di Teramo e promotore del “Comitato per i fiumi Tordino e Salinello”. «Qui non ci interessa il colore politico di chi governa», ha dichiarato Maiorani, «ma che risolviate i problemi. Il letto dei fiumi va abbassato e gli argini vanno potenziati». Filipponi, da bravo padrone di casa, dopo aver illustrato il problema della sicurezza degli argini, ma anche il nodo importante da sciogliere della realizzazione del quarto lotto della Teramo-mare, «importantissima per far ripartire le economie cittadine e per riqualificare la zona industriale di Colleranesco», ha ceduto la parola ai presenti e al governatore. In molti hanno ricordato l’alluvione del marzo 2011 che sommerse il quartiere Annunziata, ma anche la presenza del sindaco Mastromauro per tutta la notte a vigilanza del fiume che si ingrossava.

Margherita Totaro

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