Un tavolo istituzionale per la strada di Carapollo

13 Gennaio 2019

La carreggiata sta per essere inghiottita dal fiume, D’Alberto convoca gli altri enti in cerca di una soluzione condivisa: «È impensabile che affronti tutto il Comune»

TERAMO. Le condizioni disastrose della strada comunale di Carapollo, che continua a franare a causa della costante erosione da parte del Tordino, sono sotto gli occhi di tutti. Una situazione che rischia di diventare insostenibile, creando non pochi disagi e problemi sia ai residenti che ai mezzi della Team, che percorrono quotidianamente quel tratto di strada. E così, a fronte della mancanza di risposte da parte della Regione, e nello specifico del Genio civile e della protezione civile, più volte sollecitate dall’amministrazione comunale, il sindaco Gianguido D’Alberto ha dato mandato all’assessore Valdo Di Bonaventura e all’ingegnere del Comune Remo Bernardi di convocare un tavolo istituzionale con tutti gli enti competenti e la stessa Team per affrontare la questione e pianificare un intervento condiviso, anche e soprattutto sul piano economico. «Quella di Carapollo è una strada che, anche in virtù delle numerose segnalazioni dei cittadini, attenzioniamo fin dal primo giorno dell’insediamento», sottolinea il sindaco, «ad agosto, quando abbiamo operato il monitoraggio dei ponti, abbiamo riscontrato una situazione gravissima rispetto la quale noi stiamo facendo la nostra parte. Ma è impensabile che il Comune possa intervenire da solo». Per il sindaco è infatti necessario sia il coinvolgimento dell’Anas che quello della Regione, con la questione della strada che in ogni caso si interseca con quella del guado. «Abbiamo scritto più volte al Genio civile, anche negli ultimi giorni, ma non abbiamo avuto riscontri virtuosi», continua il primo cittadino, «per questo ho chiesto all’assessore Di Bonaventura e all’ingegner Berardi di convocare un tavolo istituzionale per pianificare un intervento di messa in sicurezza della strada». Al momento il Comune ha provveduto a mettere delle transenne, ma si tratta di una soluzione insufficiente, come ribadito anche dal sindaco. I tecnici del Comune avrebbero stimato che i lavori necessari per sistemare la strada costerebbero tra i 150mila e i 200mila euro. Troppi per il Comune, che dal genio civile avrebbe ricevuto fino ad oggi solo risposte evasive. Tra le ipotesi allo studio, a fronte di un eccessivo restringimento della carreggiata, anche quella di eliminare la terra di riporto che si trova a destra dei pilastri del ponte, in direzione Carapollo, spostando la strada su quel pezzo di terreno. (a.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.