«Un territorio devastato dalla crisi»

1 Settembre 2017

Il segretario della Cgil: terremoto e nevicata hanno dato l’ultimo colpo al tessuto imprenditoriale

TERAMO. «Tutto l’assetto occupazionale e produttivo del Teramano da tempo è in difficoltà con un arretramento che continua ad esserci. Il territorio ha subito una grave crisi industriale e l’Hatria è l’ultimo pezzo». Giovanni Timoteo, da oltre un anno alla guida della Cgil provinciale, è uno che negli anni di battaglie sindacali ne ha fatto davvero tante. A cominciare da quando, prima di entrare nel sindacato, era un operaio della storica azienda tessile Stantartela. Conosce bene il territorio e sa che per ripartire occorrono risposte concrete e immediate. «In questi anni le vertenze sono state davvero tante con una riduzione importante delle industrie e dell’occupazione», dice, «oggi non ci possiamo permettere altre crisi, altre perdite a cominciare proprio dall’Hatria che, con varie declinazione, è uno dei simbolo dell’occupazione teramana».
Fa una disamina attenta partendo da un dato di fatto: «Il lavoro è sempre più precario, conseguenza di un sistema economico in affanno anche per un lungo periodo in cui c’è stato un notevole difficoltà di accesso al credito. E questo, naturalmente, ha notevolmente accentuato la crisi di un territorio fatto di piccole medie imprese». Una crisi che oggi, tra l’altro, fa i conti con quella che è la riduzione della disponibilità degli ammortizzatori sociali. E con quelle che sono le calamità naturali, dal terremoto alla nevicata record, che lo hanno impoverito ancora di più. «Durante quest’ultimo anno», dice, « le conseguenze del terremoto e del maltempo hanno fatto emergere la fragilità del territorio dal punto di vista infrastrutturale e soprattutto messo in discussione l’attrattività dello stesso territorio per grossi investimenti che potrebbero essere determinanti per il rilancio». Perchè gli strumenti disponibili non sono sufficienti. «Bisogna ripartire anche dalla ricostruzione post-sisma», dice, « ma fino ad oggi questa ricostruzione stenta a decollare e questo blocca la ripartenza del sistema economico. Perchè bisogna far sì che questa ricostruzione si trasformi in programmi concreti e posti di lavoro. Noi dobbiamo ripartire da qui. Nella certezza della legalità e del diritto, delle procedure trasparenti e corrette. Ma bisogna ripartire subito». (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .