Un terzo dei cantieri non risulta a norma

8 Giugno 2024

Ponteggi irregolari in cinque dei 15 ispezionati: non prevengono le cadute. Anomalie anche nello smaltimento rifiuti

TERAMO. L’obiettivo è quello di invertire la rotta. Nel senso della sicurezza e dell’impegno comune. Ma le continue stragi sul lavoro danno il senso di quanto invertire la rotta sia ancora difficile. Perché nei cantieri edili, tra corse al ribasso e giungle di appalti, l’applicazione delle norme antinfortunistiche lascia ancora voragini di discrezionalità, spesso punteggiate di croci. Anche nei cantieri della ricostruzione post-sisma, dove i controlli serrati dovrebbero se non altro fare da deterrente.
Lo dimostrano i risultati dell’attività svolta dai carabinieri del comando provinciale che ha messo in campo una vera “task force” nei cantieri post-sisma di edifici sottoposti a vincoli monumentali, storici e paesaggistici: su 18 controllati in cinque non sono risultati in regola. E in particolare con le norme che riguardano ponteggi e la prevenzione delle cadute dall’alto. Perché in un cantiere rappresentano una delle condizioni di maggior rischio e proprio per questo finite al centro delle ultime normative adottate in materia di sicurezza. Che a giorni alterni, quando la commozione per le vittime di turno finisce e il lutto resta solo quello di madri, mogli, padri e orfani, vengono pure messi in discussione. A Teramo proprio un anno fa in un cantiere della ricostruzione, quello della chiesa di Sant’Agostino, un giovane operaio è morto dopo essere precipitato da una impalcatura.
I controlli dei carabinieri hanno riguardato anche lo smaltimento degli inerti. Nei cantieri risultati non in regola sono stati adottati dei provvedimenti, mentre su altri due sono in corso altri accertamenti. Tra i 18 cantieri presi in esame da luglio 2023 ad aprile 2024 c’è stato anche quello per la sistemazione del lungomare di Alba Adriatica in cui un lavoratore è stato trovato in nero. Situazione poi sanata con l’assunzione.
I controlli della “task force” dell’Arma vengono portati avanti da gruppi composti da militari del Nucleo ispettorato provinciale del Lavoro (il Nil) che insieme agli ispettori tecnici dell’ispettorato del lavoro si occupano degli aspetti giuslavoristici; dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale dell’Aquila che curano il controllo delle norme di tutela dei beni con vincoli; dai carabinieri forestali per le nome che riguardano lo smaltimento di materiali di risulta. Tutti i dati raccolti diventano materia di esame e confronto nel gruppo interforze istituito in prefettura, ormai da tempo, per il contrasto alle infiltrazioni delle criminalità organizzata nei cantieri della ricostruzione.
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