Una bolla papale del ’500 ritrovata nella sacrestia della parrocchia di Isola

21 Marzo 2022

Firmata da Gregorio XIII, istituiva la Confraternita del Rosario Lo storico: «È un caso unico, in genere questi atti erano dei vescovi»

ISOLA DEL GRAN SASSO. Giaceva da anni in un posto dimenticato e nessuno l’aveva mai scoperta. O forse non le aveva dato il valore che ha. Ma la curiosità e la passione per i documenti antichi hanno portato Alessio Ciavarelli, custode della chiesa madre di Isola e cultore delle tradizioni religiose locali, ad aprire il tubo di latta che si è ritrovato tra le mani nella casa parrocchiale e a capire subito che quella pergamena colorata scritta in latino che giaceva arrotolata nel contenitore aveva qualcosa di speciale. Così è stata riscoperta l’esistenza di un decreto papale del 1577, una bolla firmata da Papa Gregorio XIII, tra le più antiche d'Abruzzo, con la quale si autorizzava nella “Terra dell’Isola” la fondazione della Confraternita del Santissimo Rosario.
«La chiesa di San Massimo custodisce altri documenti antichi nell’archivio, ma questo è il più importante», racconta Ciavarelli, «faccio parte della Confraternita e sono stato responsabile diocesano delle confraternite, per cui ho intuito subito e con emozione l’alto valore del ritrovamento». La bolla è stata tradotta da Giovanni Di Ventura e lo storico Silvio Di Eleonora ha svolto le ricerche. «La primitiva istituzione della Confraternita del Santissimo Rosario risale alla battaglia di Lepanto di domenica 7 ottobre 1571, che segnò la vittoria della Lega Santa sulla potente flotta turca. Una vittoria decisiva per le sorti dell’Europa e che fu attribuita alle incessanti preghiere del Santo Rosario rivolte dal mondo cristiano alla Vergine Maria», spiega Di Eleonora. «Nel 1573 il Papa emanò un decreto dove si istituiva la festa della Madonna del Rosario domenica 7 ottobre», aggiunge lo storico, «e nel 1577 emanò la bolla di fondazione della Confraternita a Isola, dove ogni prima domenica di ottobre si festeggia la Vergine. Negli anni a seguire nacquero confraternite di questo tipo un po' ovunque, ma la prima fu quella di Isola». Una particolarità che rende ancor più rara e preziosa la bolla insieme all'unicità della firma papale riscontrata da Di Eleonora nelle ricerche negli archivi parrocchiali di varie città. «Le bolle di istituzione di questo tipo di confraternita erano tutte a firma vescovile e solo quella di Isola è a firma papale», prosegue, «e qui sorge un interrogativo storico: come mai proprio a Isola c'è una bolla papale che fonda la Confraternita?». Con il pregiato documento è stata ritrovata una bozza di deliberazione della Confraternita riunita nel 1922 per decidere come conservarlo. È probabile che in quella sede si optò per il tubo di latta. «Nel testo si legge che veniva riconosciuto il pregevole e raro valore storico, morale, artistico della pergamena», spiega ancora lo storico, «e veniva espressa la volontà di custodirla nell’oratorio della chiesa per tramandarla ai posteri».
Ora la chiesa di San Massimo è inagibile per il terremoto, ma Ciavarelli ha catalogato e custodito ogni cimelio in attesa della ricostruzione. «Il mio sogno è di esporre i nostri documenti e oggetti sacri, in primis la bolla di papa Gregorio XIII», conclude, «ne ho parlato con il sindaco Andrea Ianni ed è d’accordo. La storia e le tradizioni devono essere custodite con cura e fatte conoscere perché sono una parte importante di noi».
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