Una chiesa stracolma a Nereto per il prete antispaccio di Roma

NERETO. Per don Antonio Coluccia, il sacerdote antispaccio di Roma, chiesa del Suffragio stracolma. Sembrava domenica, invece era martedì. Nereto non ha voluto rinunciare all’incontro con il prete-cor...
NERETO. Per don Antonio Coluccia, il sacerdote antispaccio di Roma, chiesa del Suffragio stracolma. Sembrava domenica, invece era martedì. Nereto non ha voluto rinunciare all’incontro con il prete-coraggio che ha raccontato la sua missione contro lo spaccio di droga a San Basilio e al Quarticciolo e l’ultimo attentato, fra i tanti subiti, di pochi giorni fa. Lo ha fatto con una serenità disarmante e surreale. Mai il sorriso ha lasciato posto alla paura, nel suo racconto. Don Coluccia ha raccontato la sua vita sotto scorta, continuamente minacciato dai clan dello spaccio e dai loro “soldati”. Con i suoi cinque “angeli custodi” di polizia don Antonio ha parlato del fenomeno della droga, dei morti viventi e di quelli morti per davvero, di un 86enne che si fa di crack, di pusher e vedette. «Innamoratevi di Dio perché è libertà», così ha gridato in chiesa rivolgendosi a tanti giovani. Per più di un’ora ha raccontato aneddoti, incontri, minacce, attentati come se tutto fosse normale: una vita di evangelizzazione e ribellione contro lo spaccio. A don Antonio hanno dato il benvenuto il parroco don Massimo Balloni, frati e suore francescane in missione a Nereto, il sindaco Laurenzi e il comandante della stazione carabinieri Marco Di Paolo. (a.d.p.)

