Una cordata di imprese per l’ex fornace Catarra

8 Settembre 2015

Roseto, Brocco e altri sono intenzionati a far rivivere l’area in disuso da anni ma serve un accordo con l’azienda proprietaria, l’Adriatica di Grottammare

ROSETO. Una cordata di imprenditori locali è pronta a investire per il recupero dell’area di risulta della ex fornace Catarra, abbandonata da decenni. Per dare il via all’operazione è però necessario il via libera l’impresa di costruzioni marchigiana proprietaria dell’intera struttura, la Adriatica Spa di Grottamare, i cui rappresentanti già qualche anno fa avevano presentato un progetto al Comune con l’obiettivo di realizzare nuove costruzioni al posto dei fatiscenti capannoni.

«Mi rendo conto che negli ultimi tempi la crisi possa aver indotto alla cautela molti imprenditori frenando investimenti già programmati», dice Silvio Brocco, imprenditore rosetano nel settore sanitario «per questo sono pronto, insieme a diversi colleghi della zona, a studiare un progetto per la riqualificazione ambientale dell’area di risulta della ex fornace Catarra, con i cui proprietari abbiamo già avuto diversi incontri, dopo i quali, però, non c’è stato alcun esito». Fino a qualche anno fa era considerata periferia, ma ormai la zona in questione è incastonata in un nuovissimo quartiere residenziale.

Attualmente, dunque, la fotografia di quella parte di Roseto mette in evidenza un’area degradata su cui c’è una serie di edifici fatiscenti, circondata da palazzine realizzate da poco, per di più a ridosso di un poliambulatorio privato, di proprietà dello stesso Brocco, dove si effettuano prestazioni mediche e prelievi di sangue per analisi. Una situazione che stride, peraltro con un colpo d’occhio pessimo, senza considerare che la struttura è piena di pericoli.

Nonostante ciò, comunque, i giovani della zona spesso si avventurano al suo interno, evidentemente attirati dal fascino che il vecchio complesso abbandonato esercita su di essi. Non a caso qualche anno fa la fornace abbandonata fu teatro di un terribile incidente in cui perse la vita un ragazzo cadendo dal soffitto di uno dei capannoni che si sfondò sotto il suo peso. Inoltre, la fornace dismessa rappresenta un tappo per la viabilità dell’intero quartiere, dove ormai si sente il bisogno di nuove strade proprio in virtù delle nuove abitazioni sorte negli ultimi anni e altre stanno per essere costruite.

Già qualche anno fa l’impresa aveva presentato una proposta sull’area in questione, acquistata dalla stessa ditta nel 2004, e sulla quale vanta un diritto edificatorio di 44mila metri quadrati. Tre anni dopo – sulla base di indirizzi dettati dalla giunta municipale rosetana e dalla Provincia di Teramo – la ditta marchigiana ha presentato un “accordo di programma per l’attuazione del piano integrato di intervento”, che comprendeva anche il progetto per la realizzazione in quella stessa zona del nuovo polo liceale.

In una seconda fase si era parlato anche di realizzare in quella zona un edificio che potesse contenere gli ambulatori del vicino distretto sanitario di base, attualmente ospitato in una struttura del Comune di Roseto.

Federico Centola

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