Una festa privata rialza i contagi Sant’Egidio torna in zona rossa

La settimana scorsa il comune con 37 nuovi casi ha nettamente superato la sua soglia-rischio di 24 Il sindaco e il presidente dei commercianti: «Non tutti rispettano le norme, diamoci una regolata»
SANT’EGIDIO. Sembrava finita, e invece no. Basta poco – una festa privata con qualche decina di presenti avvenuta sabato 1° maggio, nel caso specifico – per fare il passo del gambero e, dall’incoraggiante giallo istituito il 26 aprile, tornare nel rosso tenebra dei mesi più difficili. È accaduto ieri a Sant’Egidio, che con i suoi circa 10mila abitanti e le sue tante attività non è certo l’ultimo paese della provincia. Il presidente della Regione Marco Marsilio, visti i dati sui contagi nel comune vibratiano (37 nuovi positivi la scorsa settimana a fronte di una soglia-rischio di 24), non ha potuto che rispedire Sant’Egidio (che in rosso c’era già stato tra marzo e inizio aprile) in zona rossa fino al 20 maggio.
IL SINDACO. Il primo cittadino santegidiese Elicio Romandini è amareggiato: «Purtroppo per la nostra comunità non è una buona notizia. Torno a raccomandare da subito il rispetto delle regole imposte dalla nostra Regione e dal Governo. I controlli sono pochi, manca il personale delle forze dell'ordine, pertanto ognuno deve fare il proprio dovere anche ricordando ai familiari, ai giovani e a chiunque incontri di attenersi alle disposizioni, anche le più elementari: mascherine sempre indossate, evitare luoghi chiusi e comportamenti non corretti. Se le regole non vengono rispettate subiamo le conseguenze tutti, così rischiamo seriamente di tornare indietro. Dai contagiati scoperti si ha il sospetto che tutto nasca da una festa privata di due sabati fa. Intanto l'attività di vaccinazione per il nostro comune si sta svolgendo con regolarità. Sono convinto che ne usciremo fuori ma occorre fare un ultimo sforzo decisivo per la salute di tutti».
I NEGOZIANTI. Il presidente dell'associazione commercianti di Sant’Egidio Franco Fiorinelli, che insieme alla moglie Bianca dirige un negozio di abiti da sposa, è arrabbiato: «La colpa è solo di noi cittadini che non rispettiamo le regole. In tutti negozi di abbigliamento ci sono sempre più persone, per non parlare dei negozi cinesi che fanno i disastri. Inoltre tutti i bar hanno permesso ai loro clienti di consumare all'interno, davanti al bancone, anche in zona arancione. I ristoranti sono pieni e non rispettano gli orari stabiliti. I controlli delle forze dell’ordine sono pochi per mancanza di personale. La gente spesso va senza mascherine. Io, che ho un negozio, sono penalizzato poichè la gente sapendo che è zona rossa non può circolare. Così non si può andare avanti. Le regole devono essere rispettate, non si può guardare solo al proprio orticello».
NUMERI E LUTTI. Il caso di Sant’Egidio è un monito per tutti, ma al momento si può affermare che è un caso isolato. Il trend dei contagi e dei ricoveri in provincia continua ad essere in calo, anche se con qualche occasionale risalita, e i decessi si sono molto ridotti. Ieri ce n’è stato uno: l’89enne teramano Nicola D’Egidio, pensionato della frazione di Piano della Lenta, è morto a Giulianova. I ricoverati ieri erano 90, di cui quattro in Rianimazione.(Ha collaborato
Domenico Laurenzi)
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