Una giornata in memoria dei coniugi uccisi

Intitolata una via a Masi e Chelli, premiati i vincitori del concorso “Nello spirito di Libero”
NERETO. Un pezzo di via Lenin, a Nereto, cambia nome in memoria di Libero Masi e della moglie Emanuela Chelli, barbaramente uccisi 18 anni fa nella loro villa situata lungo la via a loro intitolata. La cerimonia di scoprimento della targa con il toponimo è avvenuta ieri mattina a conclusione della giornata di premiazione del concorso artistico-culturale intitolato a Masi, avvocato e storico fiduciario di Slow Food. L’intitolazione della via ai coniugi, uccisi da mani ignote nella notte fra il 1° e 2 giugno del 2005 – le indagini sono state archiviate senza aver individuato colpevoli – è avvenuta alla presenza di diverse personalità, fra tutte il sindaco Daniele Laurenzi, l’ex sindaco Sergio Moroni che guidava l’amministrazione civica all’epoca dei fatti, il rettore dell’Unite Dino Mastrocola e i vertici di Slow Food. L’iter per via Chelli Masi è iniziato all’epoca dell’amministrazione Di Flavio e portato a conclusione dall’amministrazione Laurenzi.
La giornata di ieri è stata caratterizzata anche dal primo concorso “Nello spirito di Libero”, ideato dallo storico neretese Francesco Galiffa in collaborazione con Slow Food Abruzzo-Molise (presente il presidente Raffaele Cavallo) e Slow Food Terre teramane (rappresentato dalla presidente Alessandra Orsini) oltre all’Università di Teramo (con il rettore Mastrocola) e al Comune di Nereto. Il concorso era diviso in due filoni: uno riservato alle scuole e l’altro a chiunque volesse prenderne parte. Ad aggiudicarsi il riconoscimento, nel primo caso, è stato l’istituto Crocetti-Cerulli di Giulianova, la cui classe quarta ha presentato i risultati di una ricerca sulle aziende agricole del territorio sensibili alla tutela della biodiversità e al rispetto dei principi connessi alla agroecologia. L’azienda oggetto di studio e ricerca è stata “Il giardino dei profumi” di Giulianova.
Quanto alla sezione pubblica del concorso, il tema era la ricognizione storica delle strutture rurali del territorio per cui i concorrenti hanno fotografato e raccontato le case di terra sparse fra Sant’Omero, Colonnella, Nereto, Controguerra e Tortoreto. Sono strutture abitate fino alla metà del Novecento oggi in stato di abbandono, testimonianza della cultura rurale e contadina. Primo classificato è stato l’ex sindaco di Nereto Sergio Moroni, secondi ex aequo Matteo Di Natale e Pier Paolo Capuani, terzi ex aequo Ottavio Di Carlo e Arianna Pierantozzi. Menzione speciale per Michelino Ferrante e Giammarco Di Natale.
Alex De Palo

