Una giornata per dire no al caporalato
TERAMO. Non solo caporalato. La piaga dello sfruttamento dei braccianti immigrati nelle campagne esiste anche in Abruzzo, nella zona del Fucino, tuttavia ci sono alternative sostenibili. Alcune...
TERAMO. Non solo caporalato. La piaga dello sfruttamento dei braccianti immigrati nelle campagne esiste anche in Abruzzo, nella zona del Fucino, tuttavia ci sono alternative sostenibili. Alcune verranno presentate sabato 13 febbraio nella manifestazione "Mani, terra e semi di speranza. Lavoro agricolo, diritti ed economia solidale". L'iniziativa, promossa da Amnesty International, Arci, Banca Etica, Emergency, Gruppo di acquisto solidale Oltrefrontiera e caffè-libreria Empatia, alternerà momenti di denuncia con esperienze concrete di consumo critico.
Due gli appuntamenti dell'evento: la mattina, alle 10 in piazza Martiri della Libertà, si terrà la vendita di agrumi e passate di pomodoro provenienti dalle cooperative Sos Rosarno e Funky Tomato. Nel pomeriggio, alle 18.30 al circolo Arci Officine indipendenti, seguirà un dibattito che partirà dalla presentazione del reportage "Ghetto Italia. I braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento". Il libro, scritto da Yvan Sagnet, ingegnere migrante del Camerun protagonista del primo sciopero anti-caporalato nelle campagne leccesi, e dal sociologo giornalista Leonardo Palmisano, permetterà di tracciare una mappa nazionale delle filiere agricole "sporche" dove sistematica è la violazione dei diritti. L'incontro inoltre, alla presenza di Palmisano, porterà alla luce alcuni esempi positivi di economia solidale grazie agli interventi di Giuseppe Pugliese, tra i fondatori di Sos Rosarno; Giovanni Notarangelo, ingegnere teramano tra gli ideatori di Funky Tomato; Michele Iacoviello, coordinatore del progetto "Cliniche mobili" di Emergency e Nicoletta Dentico, giornalista membro del consiglio d'amministrazione di Banca Etica. L'iniziativa terminerà con un aperitivo biologico offerto da Oltrefrontiera.

