Una grande folla dà l’addio a Di Paolo

Nella chiesa di Bellante il toccante e commosso ricordo dei familiari e degli amici dell’imprenditore scomparso
BELLANTE. Centinaia di persone ieri pomeriggio si sono radunate a Bellante Paese per l’ultimo saluto a Domenico “Mimì” Di Paolo, lo storico imprenditore teramano dell’arredamento di design venuto a mancare lunedì all’età di 78 anni. La chiesa di Santa Croce era stracolma e in tanti sono rimasti all’esterno, dopo aver accompagnato a piedi il feretro dall’abitazione fino al sagrato. Di Paolo aveva inaugurato quasi trent’anni fa il primo showroom a Bellante, dove viveva con la moglie Rosanna. Poi, insieme ai figli Roberto e Orazio, aveva aperto altri due negozi a Teramo e a Montesilvano, costruendo nel tempo un’attività di successo che era divenuta ben presto nota oltre i confini regionali.
«Non voleva essere ricordato solo come un imprenditore, ma come un uomo che amava salutare e scambiare sempre una battuta in piazza, quando ti incontrava per strada, o davanti ad un caffè, nel legame dell’amicizia. Se c’era una qualità che lo distingueva sopra tutte era l’umiltà”, ha detto don Erismar durante l’omelia, officiata insieme a don Giovanni Bruni. Parenti, amici, conoscenti, così come rappresentanti delle istituzioni e, imprenditori del settore hanno manifestato il loro affetto e cordoglio per la scomparsa di un uomo che, oltre ad aver sempre dimostrato una grande professionalità ed esperienza nel proprio settore, era conosciuto e rispettato soprattutto per le proprie doti umane. Prima che la funzione religiosa volgesse al termine, i primi a rivolgere un pensiero pieno di amore in memoria dell’imprenditore scomparso sono stati i suoi nipoti: «Nostro nonno era affettuoso ed altruista. Perspicace ed intraprendente, ha avuto una piena consapevolezza del presente ed è sempre stato capace di dare un prezioso aiuto a chiunque ne avesse avuto bisogno, sia nella vita che nel lavoro». Nel susseguirsi di interventi di amici e colleghi, sono giunte parole di condoglianze alla famiglia anche a nome di tutta la Bcc dell’Adriatico Teramano, che «ha perso un amministratore molto prezioso». Infine, tra gli amici presenti, ha preso la parola anche il giornalista Gianni Gaspari: «Era un uomo capace, umile, ma anche forte e determinato, che ha saputo costruire una storia bellissima, quasi una favola, partendo da zero per realizzare una magnifica realtà che è un vanto per tutta la nostra regione. Sono queste le qualità spiccanti di un piccolo mondo antico che Mimì aveva saputo difendere e mantenere, andando comunque incontro al futuro, al mondo nuovo, ma senza dimenticare mai il passato, le sue origini, la sua terra, gli insegnamenti che aveva ricevuto e ha trasmesso ai suoi figli».
Chiara Di Giovannantonio
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