Una mostra di documenti e foto sulla storia di San Nicolò

TERAMO. Da poche case sparse abitate da 37 famiglie nei primi anni '20, al boom demografico e produttivo che in meno di mezzo secolo l'hanno consacrata a frazione più importante di Teramo. Per numeri...
TERAMO. Da poche case sparse abitate da 37 famiglie nei primi anni '20, al boom demografico e produttivo che in meno di mezzo secolo l'hanno consacrata a frazione più importante di Teramo. Per numeri ed espansione. La nascita e l'evoluzione di San Nicolò a Tordino raccontate in una mostra che fino a dicembre resterà allestita negli spazi dell'ex scuola elementare Carlo Febbo, da qualche settimana centro multiculturale Ca.Fé. Documenti storici, cartoline e fotografie come testimonianza fulgida di un paese che grazie alla tenacia di pochi abitanti si è voluto dare un'identità, conquistando dal nulla un ufficio postale, la scuola, la chiesa, il mercato. E passo dopo passo tutto ciò che fa la differenza fra qualche casa sparsa e una comunità.
«L'allestimento a Ca.Fé. è fortemente significativo: la Carlo Febbo è stata la prima vera scuola del paese, che nel 1963 ha iniziato a mandare in archivio l'istruzione fatta nelle case private dando di fatto inizio a un nuovo modo di socializzare e di imparare», spiega Luciana D'Annunzio, ex funzionaria dell'Archivio di Stato di Teramo e una delle curatrici della mostra (voluta dall'associazione sannicolese Città Futura e presentata già nel 2002 per i 70 anni dell'attribuzione del nome San Nicolò a Tordino alla borgata). La riqualificazione della ex Febbo è stata l'occasione per riproporre questo viaggio nel tempo e Città Futura, tramite Fernando Di Girolamo e Rita Sardella, si è rimessa all'opera. L'allestimento vede una parte documentale e una fotografica frutto di attente ricerche presso l'archivio di Stato e quello storico comunale; gli archivi diocesano e parrocchiale; la biblioteca Delfico; il Consorzio aprutino, il patrimonio storico artistico e gli archivi privati di famiglie teramane. Se i documenti raccontano gli atti formali e governativi che hanno portato il paese a ottenere servizi e infrastrutture, le foto tessono il quadro di una quotidianità fatta di botteghe e giochi, tradizioni e consuetudini, panorami persi e vita contadina.
«La nascita del paese ruota attorno al piccolo scalo ferroviario: iniziò negli anni '20 un incremento demografico e commerciale che portò all'istituzione di servizi essenziali quali le poste, il mercato settimanale, l'istituzione nel 1923 delle prime tre classi elementari. Nel 1931 c'erano già 508 abitanti e due anni dopo arrivò con regio decreto l'attribuzione del nome: San Nicolò a Tordino, per la vicinanza al vicino convento benedettino», spiega D'Annunzio. Da lì il paese ha imboccato la strada della crescita inesorabile. Il viaggio della mostra si ferma agli anni '70, quando la frazione (oggi 10mila abitanti) è stata risucchiata da forte cementificazione e crescita urbanistica. (v.m.)

