Una sede unica per gli studenti del liceo

La Provincia vuole acquistare un immobile per risparmiare sugli affitti delle cinque sedi attuali, che costano 118mila euro
ROSETO. Ben 118mila euro di affitti, più altri 20mila euro circa per i riscaldamenti ogni anno. È ciò che la Provincia di Teramo, da tanti anni ormai, spende per il liceo Saffo, dislocato attualmente in cinque edifici sul territorio comunale tra cui alcuni locali della scuola in via Milli con evidenti disagi per insegnanti e studenti. Una situazione che va avanti ormai da diversi anni e con l'aumento degli iscritti, oltre 1.000 attualmente, servono sempre più classi. Per questo è ipotizzabile che il liceo Saffo venga riunito in una sola sede che potrebbe essere stata già individuata dalla Provincia. Anche se, per il momento, nessuno si sbilancia. Dice il vicepresidente della Provincia, Alessandro Recchiuti: «Credo che presto potremmo avere delle buone notizie. Ci potrebbe essere una soluzione percorribile, ma la stiamo valutando bene». Probabilmente la Provincia avrà individuato uno stabile da acquistare, tramite un mutuo, nel territorio comunale rosetano, già pronto o da mettere a norma, con delle rate sicuramente inferiori alla cifra attuale annua degli affitti.
Da tre anni l’ente, insieme al Comune di Roseto e alla dirigente scolastica Elisabetta Di Gregorio, sta valutando una soluzione a lungo termine per cercare di creare un polo unico che possa risolvere definitivamente il problema. In questi giorni la Provincia, sempre in accordo con la dirigente scolastica e il Comune, sta valutando anche una soluzione provvisoria che permetterebbe, già dal prossimo anno scolastico, di ridurre il dislocamento delle classi.
A dicembre 2018 si iniziò a parlare di tre possibili soluzioni per creare un grande polo unico: una delocalizzazione a Voltarrosto dove ora c’è l’istituto Moretti e fare un unico grande campus (ipotesi però meno probabile), un edificio completamente nuovo nell’area Castelli che va dalla collina alla scuola Schiazza, o l’acquisizione dello stabile di via Alfieri, ora di proprietà delle suore, da parte della Provincia e conseguente ampliamento nell’ex fornace Catarra.
Sono tutte soluzioni che, però, presuppongono un dialogo con i privati: il prossimo 5 febbraio ci sarà un incontro con gli ingegneri che si occupano della variante al piano regolatore, dove si parlerà anche di una possibile destinazione urbanistica per il nuovo polo liceale Saffo, come conferma il consigliere di maggioranza, e presidente della commissione urbanistica, Giuseppe Di Sante. «Per me la soluzione migliore, come già dissi lo scorso anno, è l’area Castelli», spiega Di Sante, «bisognerà ovviamente trattare con i privati, però lì c’è molto spazio, la viabilità è migliore e ci sarebbero potenzialmente più parcheggi. Lì vicino, poi, c’è anche un terreno di proprietà della famiglia Diodoro, confinante con l’area Castelli, attualmente dismesso. Si potrebbe parlare anche con Diodoro per chiedere di concedere quell’area per realizzare una zona sportiva, o magari una palestra per la scuola. Questa però è una mia idea, da valutare insieme agli ingegneri. Comunque è uno degli argomenti principali, insieme alle aree bianche a vincolo decaduto, di cui ci occuperemo». L’altra soluzione, quella di costruire un edificio nell’ex fornace Catarra, secondo Di Sante, è più complicata, soprattutto per la conformazione del terreno.
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