«Una sentenza blocca il Lido delle Palme»

L’architetto Pagliaricci: anche il Consiglio di Stato mi ha dato ragione, non si possono avviare i lavori
GIULIANOVA. «Perché il sindaco Jwan Costantini ha nascosto una sentenza del Consiglio di Stato che dà nuovamente ragione a me in merito alla lottizzazione Lido delle Palme, ed è andato avanti con una delibera di giunta quando non potrebbe farlo? E il presidente del consorzio Davide Ciprietti? Anche lui non dice nulla?». È incredulo Alfonso Pagliaricci, architetto di 83 anni, che ha una porzione di terreno all’interno della lottizzazione Lido delle Palme, a Giulianova nord. Pagliaricci entrò nel consorzio nel 1981 e il progetto iniziale prevedeva alcune strade vicino alla sua proprietà, ma poi è stato creato il comparto, e con esso anche il progetto è stato modificato. «Le strade sono state cancellate», prosegue Pagliaricci, «a vantaggio di una speculazione da parte di alcuni proprietari di altre aree». Pagliaricci ha così deciso di non aderire al comparto spiegando le sue ragioni. Per questo ha fatto ricorso al Tar Abruzzo, nel 2019, contro il Comune di Giulianova nei confronti del consorzio Lido delle Palme per l’annullamento dell’adozione del piano di lottizzazione, e il ricorso fu accolto. Il consorzio Lido delle Palme ha fatto a sua volta ricorso al Consiglio di Stato per la riforma della sentenza del Tar, ma il Consiglio di Stato, due mesi fa, ha dato nuovamente ragione a Pagliaricci.
«Ho letto che il sindaco, tramite una delibera di giunta, ha sbloccato il comparto e dunque sarebbe possibile ritirare i permessi a costruire», precisa Pagliaricci, «ma questo non è possibile. C’è la sentenza del Consiglio di Stato che è chiara, e di cui bisogna tenere conto. C’è una persecuzione nei miei confronti, io sinceramente non capisco. Le sentenze vanno rispettate, e non si può andare avanti così come se nulla fosse. Chiedo che si pronunci in merito anche il presidente del consorzio».
Inoltre, Pagliaricci aveva anche presentato un’osservazione alla delibera dell’11 maggio 2023, con la quale l’amministrazione aveva adottato il piano di lottizzazione. «Chiediamo lo stralcio e l’estromissione della nostra area dal comparto», si legge nelle osservazioni presentate, poi non accolte, «al riguardo facciamo presente che già in passato atti con contenuti simili sono stati oggetto di ricorsi all’autorità giudiziaria, con esiti a noi favorevoli. Non abbiamo dato inoltre nessun mandato o autorizzazione al consorzio Lido delle Palme perché lo stesso consorzio procedesse nell’includere la nostra area nel piano di lottizzazione. Già nel 2004 si avviò un procedimento relativo all’estrapolazione del lotto dal comparto e alla non adesione, con conseguente impugnazione davanti al Tar».
Pagliaricci, infine, nell’osservazione, fece diverse proposte all’amministrazione e al presidente del consorzio per evitare di tornare alle vie legali, ma queste proposte non sono state accettate. (l.v.)

