Una squadra di sub ripulirà il porto

6 Giugno 2020

Lunedì intervento della guardia costiera per la Giornata mondiale degli oceani

GIULIANOVA. Il porto di Giulianova individuato come “capofila” in occasione della “Giornata mondiale degli oceani”. Lunedì prossimo scatta l’operazione “Spazzamare”, collegata all’evento, quando si mobiliterà la più grande task force subacquea d’Italia con centinaia di sommozzatori impegnati in perlustrazione per liberare i fondali dai rifiuti. Si tratta di un appuntamento organizzato nell’ambito del progetto europeo “Clean Sea Life” e dalla guardia costiera che ha individuato lo scalo giuliese come punto capofila. I sommozzatori di una quarantina di centri immersione e i cinque nuclei subacquei della guardia costiera, muniti di sacchi e palloni di sollevamento, si immergeranno per liberare i fondali dai rifiuti. Nei mesi di fermo a causa dell’emergenza sanitaria, sono passate immagini di delfini, squali e persino balene nei porticcioli e questi “miracoli” hanno stupito gli italiani svelando una biodiversità spesso inaspettata per la realtà del Mediterraneo. Nello stesso tempo però l’acqua limpida ha rivelato e messo in mostra anche la quantità di bottiglie, sacchetti di plastica e copertoni che giacciono sui fondali, oltre a guanti e mascherine ormai segnalati ovunque in mare. Nell’ambito delle iniziative che verranno messe in campo, il porto di Giulianova è stato individuato tra i cinque bacini in cui opereranno direttamente i nuclei sub della guardia costiera. Nello specifico interverrà quello di San Benedetto del Tronto che, sotto il coordinamento della locale capitaneria di porto e con il supporto logistico dell’Ente porto, opererà per incrementare ulteriormente la qualità ambientale dello scalo giuliese, peraltro già orientato verso una politica di maggiore ecosostenibilità. Le operazioni inizieranno attorno alle ore 9 e si concentreranno nella parte nord del bacino, maggiormente operativa, riservata alla pesca professionale. Il tutto nel rispetto delle norme anti-Covid. Il progetto messo in atto dalla guardia costiera non trascurerà l’opera di rimozione delle “reti fantasma” abbandonate sui fondali e dannose per l’ambiente marino. Spesso quei brandelli si trasformano in veri e propri strumenti di morte per le specie marine che vi rimangono intrappolate. «Svolgiamo anche un costante monitoraggio», sottolinea il comandante della guardia costiera Claudio Bernetti, «per contrastare le attività illegali di pesca, individuare gli scarichi abusivi e tutelare il patrimonio archeologico sommerso». (al.al.)
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