Una super perizia accerterà perché un bimbo è nato morto

2 Novembre 2024

La Procura dispone un incidente probatorio per consentire di essere presenti con propri consulenti  sia ai sette indagati (medici e ostetriche dell’ospedale cittadino) che ai genitori del piccolo

TERAMO. Ci sarà una super perizia, chiesta dalla Procura e disposta dal giudice per le indagini preliminari con la formula dell’incidente probatorio, per cercare di fare chiarezza sulle cause della morte di un neonato deceduto nel maggio dell’anno scorso all’ospedale Mazzini di Teramo e per accertare, di conseguenza, se ci siano state eventuali responsabilità da parte dei medici e di altro personale sanitario.
Nell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Francesca Zani, scattata dopo la denuncia dei genitori, sono indagati in sette, tra medici e ostetriche, con l’accusa di omicidio colposo: avvisi di garanzia che sono stati un atto dovuto in presenza di un accertamento irripetibile come l’autopsia disposto all’epoca dall’autorità giudiziaria. L’esame, eseguito dal medico legale Cristian D’Ovidio, ha stabilito che il piccolo è nato morto e che la causa è da riconducibile a un problema acuto alla placenta della madre.
Successivamente al deposito di questa consulenza, il sostituto procuratore ha deciso di disporre un ulteriore e più completo accertamento con la formula dell’incidente probatorio: strumento che consente a tutti, indagati e parte offesa, di essere presenti con un proprio consulente, che prenderà parte a tutte le operazioni peritali che saranno portate avanti per rispondere ai quesiti posti dal giudice proprio per accertare eventuali responsabilità. L’udienza davanti al giudice per il conferimento dell’incarico al perito è fissata nelle prossime settimane.
All’epoca dei fatti a raccontare i momenti della drammatica vicenda furono gli stessi genitori in una lettera inviata al Centro. Secondo questa ricostruzione la donna, arrivata alla 41esima settimana di gestazione, quel giorno era entrata in ospedale intorno alle 14.30 dopo aver avuto le prime contrazioni e alle 15 le era stato fatto un primo tracciato da cui risultava che il cuore del piccolo batteva. Dopo il tampone Covid, sarebbe stata accompagnata in reparto. Poi avrebbe accusato forti dolori e perdite di sangue. Alle 19.10, dopo un nuovo tracciato, la donna era stata portata in sala parto dove le era stato praticato un cesareo d’urgenza. Ma per il piccolo non ci sarebbe stato nulla da fare.
Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Tommaso Navarra, Eugenia Marconi e Paolgiulio Mastrangelo, mentre i genitori del piccolo si sono affidati all’avvocato Gennaro Lettieri.(d.p.)
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