Una vita per la difesa dei diritti I 100 anni di Di Paolantonio

TERAMO. L’impegno è una cosa difficile. È coraggio, tenacia, passione, fatica. Non dura un giorno, non si esaurisce in un gesto. È in ogni giorno che viene e negli altri che arriveranno. Raccontano...
TERAMO. L’impegno è una cosa difficile. È coraggio, tenacia, passione, fatica. Non dura un giorno, non si esaurisce in un gesto. È in ogni giorno che viene e negli altri che arriveranno. Raccontano che Luigi Di Paolantonio, detto Tom, fosse tutto questo. Oggi lo storico sindacalista e politico teramano avrebbe compiuto cento anni. Se n’è nel 1976, poco più che 55enne, dopo aver dedicato la sua vita ai diritti degli altri a fianco di persone come Giuseppe Di Vittorio. Era nato il 9 maggio del 1921 a Filadelfia, negli Stati Uniti, da una famiglia di emigranti teramani, ultimo di tre figli che insieme alla madre Rosa Anita Feliciani rientrarono in Italia nel 1923. Ma nella piccola casa di vico del Sole, nel cuore del centro storico, la famiglia restò unita solo per poco: ben presto, infatti, i fratelli più grandi e il padre tornarono negli Stati Uniti in cerca di tutto quello che l’Italia non offriva. Tom, da giovane ufficiale dei granatieri dell’esercito italiano, partecipò nei giorni successivi all’8 settembre 1943 a Roma alla battaglia di Porta San Paolo contro i nazisti e, nel tentativo di attraversare le linee nemiche per raggiungere il Sud Italia liberato, fu catturato dai nazisti occupanti. Internato prima nel campo di concentramento di Bussi, a seguito a un bombardamento della Royal Air Force, fu poi trasferito nel reclusorio di Teramo dal quale riuscì a fuggire prima di finire in un campo di sterminio. Partecipò alla liberazione di Teramo nel giugno 1944. Da segretario della Cgil organizzò dal 1949 al 1953 le lotte della vallata del Vomano animate dagli operai impegnati nella costruzione degli impianti idroelettrici. «Non v’è dubbio», ricorda in una nota il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo, «che in questa fase la figura di Tom Di Paolantonio emerge come protagonista principale nella conduzione di quella lunga stagione di battaglie sociali e sindacali che si inserivano nella fase di lancio del Piano del Lavoro che in Abruzzo ebbe uno sviluppo e una originalità di gestione facendone un esempio anche in ambito nazionale con forme di protesta originali come “lo sciopero alla rovescia”». Nel 1953, all’età di 32 anni fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati (II legislatura). Fu rieletto deputato nel 1958 (III legislatura) e nel 1963 fu eletto senatore della IV legislatura, componente delle commissioni difesa e sanità. A ricordare la figura di Tom Di Paolantonio anche la Fondazione Abruzzo Riforme. «Dopo aver aderito al Partito Comunista», scrive in una nota Piernicola Di Girolamo dell’università di Teramo e componente del comitato scientifico della Fondazione, «partecipò nel 1944 alla Liberazione di Teramo da commissario politico partigiano; nel dopoguerra iniziò l’attività sindacale della Cgil diventando segretario di Teramo». Un incarico, si legge ancora nella nota della Fondazione, «che segnerà la nascita di una vera e propria epopea come dirigente sindacale intorno al suo nome».(d.p.)
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