Unione Comuni, l’assessore chiede la modifica dello statuto

25 Febbraio 2021

ROSETO. «È necessario per il Comune di Roseto rientrare nell’Unione dei comuni, ma lo statuto che non ce lo permette». A segnalare la situazione è l’assessore al sociale Donatella Di Cesare, convinta...

ROSETO. «È necessario per il Comune di Roseto rientrare nell’Unione dei comuni, ma lo statuto che non ce lo permette». A segnalare la situazione è l’assessore al sociale Donatella Di Cesare, convinta fin dal suo insediamento, avvenuto lo scorso novembre, che una città come Roseto, la seconda della provincia per numero di abitanti, non può restare solo convenzionata con l’Unione com’è ora, altrimenti continuerà a subire le scelte dettate dagli altri comuni del comprensorio.
«Solleciterò nei prossimi giorni l’Unione», aggiunge Di Cesare, «affinché riunisca la giunta e cambi l’attuale statuto». Roseto infatti, rispetto a tanti altri comuni più piccoli, ha diverse emergenze nel sociale, da quella abitativa a situazioni di disagio, e stare all’interno dell’Unione permetterebbe di prendere decisioni insieme agli altri.
Nel sociale il Comune di Roseto, fino a qualche anno fa era un fiore all’occhiello della provincia di Teramo, ma da quando si è formata l’Unione a luglio 2017 e l’amministrazione ha deciso di non aderire ma di optare per la convenzione, sono iniziati i problemi, tra i quali la chiusura del comunità dei minori di Montepagano. Secondo l’amministrazione, quattro anni fa la convenzione era una formula molto più snella e veloce rispetto alla complessità dell’Unione dei comuni, e avrebbe consentito procedure più veloci nella gestione dei servizi assistenziali. Un anno più tardi, nel 2018, il Comune di Roseto avrebbe voluto creare una zona di gestione separata insieme al Comune di Notaresco, ma poi è saltato tutto.
«È una situazione non più tollerabile», conclude Di Cesare, «dobbiamo rientrare nell’Unione appena sarà possibile, altrimenti sarà dura per il sociale».(l.v.)
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