Unione, è corsa a tre per la presidenza

I nomi sono quelli di Vagnoni, Romandini e Di Pietro. Ma non c’è accordo: potrebbe restare in sella l’uscente Piccioni
VAL VIBRATA. Al palo l’elezione del presidente dell’Unione di Comuni Val Vibrata. Di anno in anno, la data per il rinnovo del sindaco dei sindaci slitta di settimana in settimana arrivando, dalle elezioni di maggio di qualche anno fa, a quelle del prossimo settembre. Già, perché questa volta, l’elezione del presidente della Città-territorio si dovrebbe tenere, a questo punto, il mese prossimo, a distanza di quasi un mese dalla scadenza del mandato dell’uscente Domenico Piccioni.
Il primo cittadino di Tortoreto ha esaurito il doppio mandato. Fra i sindaci non è stata raggiunta ancora alcuna intesa su chi sarà il successore di Piccioni con il rischio che, se dovessero defilarsi tutti gli undici alfieri della Val Vibrata, lo stesso sindaco tortoretano potrebbe andare al terzo mandato. E sarebbe la prima volta nei 22 anni di storia dell’Unione. I nomi su cui, da settimane, si ragiona sono il riconfermato sindaco di Martinsicuro, Massimo Vagnoni, il collega di Sant’Egidio alla Vibrata Elicio Romandini e il primo cittadino di Civitella del Tronto, Cristina Di Pietro. Romandini ha dato la propria disponibilità a guidare la Città-territorio. Se accadesse, la più popolosa realtà dell’interno della Val Vibrata capeggerebbe per la seconda volta l’organismo intercomunale (il primo è stato, svolgendo due mandati, Rando Angelini). Il “borsino” di Vagnoni sale e scende per cui non c’è ancora intesa sul suo nome anche in considerazione dell’indecisione manifestata dall’avvocato primo cittadino. Il nome della Di Pietro ogni tanto torna in auge come era già accaduto ai tempi della prima nomina di Piccioni. A pesare sono anche le influenze politiche esterne ai sindaci, va detto.
Lo statuto intercomunale non pone limite al numero dei mandati come pure non esiste commissariamento qualora non si trovasse il candidato perché si va tacitamente in prorogatio in attesa della fumata bianca. Certamente, il ruolo di presidente dell’Unione di Comuni dà prestigio (non è remunerato) e per i sindaci vibratiani è comunque un fardello.
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