Università nell’ex manicomio: c’è il via al progetto definitivo

11 Novembre 2022

Dopo l’ok della società esterna incaricata di validarlo è stata avviata una conferenza dei servizi Corsi: «Mi aspetto che non si perda neanche un minuto. Con la Regione tutto ok, riavremo i fondi»

TERAMO. Ci sono due novità sul progetto di recupero dell’ex manicomio di Porta Melatina, destinato a diventare sede universitaria di Scienze della comunicazione e Cittadella della cultura con spazi aperti a tutti. La prima è che l’ateneo ha ottenuto la validazione del progetto definitivo-esecutivo da parte della società esterna che lo ha verificato, la seconda – immediata conseguenza della prima – è che l’Università di Teramo ha fatto partire la conferenza dei servizi che serve a preparare l’avvio della procedura di appalto. Salvo intoppi, la gara da oltre 30 milioni di euro per il primo lotto dell’opera potrebbe essere bandita all’inizio dell’anno nuovo.
Il delegato del rettore al progetto, Christian Corsi, commenta così l’ok al progetto: «Il lavoro di verifica da parte della società esterna è stato un processo fortemente efficace perché sono state apportate al progetto marginali integrazioni che lo hanno certamente migliorato. I ritardi temporali sono stati dovuti al problema dell’aumento dei costi dei materiali: i verificatori hanno chiesto l’aggiornamento del prezzario e la squadra dei progettisti su questo ha fatto un lavoro molto importante. Ora si va a bando con i prezzi aggiornati. L’incremento rispetto alla somma prevista è stato di tre milioni, siamo già all’opera per partecipare a bandi che ci permettano di integrare la somma disponibile».
Quanto alla conferenza dei servizi, Corsi tiene a chiarire che si tratta della seconda riguardante il recupero dell’ex manicomio. «Una prima», dice, «c’è stata anni fa sul progetto preliminare e tutti hanno espresso parere positivo. Questa è sul progetto definitivo ed esecutivo e, in segno di forte attenzione e condivisione rispetto al territorio, coinvolge il Comune, la Regione, la Asl e le società di servizi (Enel, Ruzzo, 2i Retegas)». Questi soggetti hanno tutti 15 giorni dalla notifica per chiedere integrazioni rispetto alla documentazione loro inviata dall’ateneo e un termine perentorio di 45 giorni entro cui rispondere. «Io», dice Corsi, «mi aspetto che non si perda neanche un minuto. Questa conferenza dei servizi sarà la prova tangibile e reale di quello di cui ha bisogno adesso il progetto, cioè di concretezza. L’università è stata concreta, ha recuperato il tempo perso: ora anche gli altri soggetti coinvolti facciano la loro parte».
Il delegato al progetto non ha dubbi che i 30 milioni del finanziamento Masterplan del primo lotto, a suo tempo ripresi dalla Regione, torneranno nelle casse dell’ateneo («con la Regione nessun problema, per riavere i fondi dobbiamo darle l’esito della conferenza dei servizi») e guarda avanti: «Siamo al lavoro per reperire i finanziamenti per secondo lotto e attrezzature, è una pianificazione strategica importante che coinvolge il consorzio Punto Europa e su cui aspettiamo risposte a breve. Intanto mi confronterò già nelle prossime ore con i neo direttori dei dipartimenti dell’ateneo per coordinare un progetto di sviluppo per l’ex manicomio che non riguardi solo Scienze della comunicazione ma sia trasversale e interdisciplinare, e possa rappresentare con forza e nei fatti Teramo città universitaria: in quella sede vogliamo realizzare progetti formativi e di ricerca che siano unici, che caratterizzino la città e attraggano studenti da tutta Italia. Questa città negli ultimi anni ha perso praticamente tutto, i suoi spazi vanno ripensati e rigenerati e in quest’ottica la Cittadella della cultura rappresenta l’azione più importante di impulso anche sul piano economico, non solo su quello culturale. Per questo faccio un appello forte a chi ha ruoli istituzionali: serve senso di responsabilità, non è il momento delle polemiche».
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