Università, 15 aule messe a disposizione per ospitare scuole

9 Marzo 2017

L’annuncio nella riunione tra comitato genitori e autorità Partite le verifiche sulla vulnerabilità degli edifici

TERAMO. I genitori non abbassano la guardia. L'interminabile emergenza vissuta negli ultimi sei mesi nelle scuole cittadine non ha ancora trovato risposte definitive. Così, martedì pomeriggio, i rappresentanti di mamme e papà degli studenti hanno incontrato autorità locali e dirigenti scolastici in prefettura per fare il punto della situazione. Per il comitato Scuole sicure «la nota positiva più bella» è arrivata dall'università. Il prorettore Dino Mastrocola e il responsabile dell'area tecnica dell'ateneo hanno annunciato la decisione del Senato accademico di mettere a disposizione 15 aule in caso di emergenza. Gli spazi destinati agli studenti si aggiungono ai quattro locali già assegnati al Comune di Montorio e secondo i genitori rappresentano un valido sostegno in caso di necessità, sebbene il loro utilizzo richiederebbe l'accorpamento di classi e l'organizzazione di turni.

Tra gli argomenti esaminati insieme al prefetto Graziella Palma Maria Patrizi c'è stata la necessità di uniformare i comportamenti nelle scuole per eventuali evacuazioni, evitando il caos creato dalla scossa del 14 febbraio in pieno orario di lezioni. «Le dirigenti presenti». fa sapere il comitato, «hanno chiarito che i piani di evacuazione e la documentazione inerente la sicurezza si trova sui siti web degli istituti». Per definire una linea comune in caso di emergenza, inoltre, i presidi hanno organizzato incontri tra loro e con le istituzioni. I genitori hanno suggerito l'adozione del sistema di allarme "Poseidon", già in uso in altri comuni, che precede di qualche secondo l'arrivo di una scossa facendo scattare le campanelle negli istituti scolastici. Questa soluzione non convince il Comune che, però, è pronto a valutare l'attivazione di una rete di comunicazione rapida tramite messaggi per avvertire le famiglie degli studenti. «Un meccanismo di questo tipo sarebbe utile non solo subito dopo un evento sismico, ma anche per inviare informazioni relative a chiusure impreviste delle scuole e altre situazioni», osserva l'assessore alla protezione civile Franco Fracassa, presente alla riunione, «valuteremo come organizzarlo e i costi».

L'amministratore ha anche riferito che le verifiche sismiche nelle scuole non ancora certificate sono in corso e si concluderanno nel giro di 40 giorni. «Pubblicheremo i dati sul sito del Comune», annuncia, «garantendo la massima trasparenza». Mirko Rossi, consigliere provinciale delegato all'edilizia scolastica, ha chiarito che i controlli sulla resistenza sismica degli edifici scolastici di competenza dell'ente stanno per partire. Se ne occuperanno gli ingegneri individuati tramite il protocollo d'intesa sottoscritto dalla Provincia con il loro ordine professionale e richiederanno circa due mesi dall'affidamento degli incarichi. A un prossimo incontro con il sindaco Maurizio Brucchi è stato rinviato l'aggiornamento relativo ai poli scolastici da aprire in città per rimpiazzare le strutture rese inutilizzabili dai ripetuti sciami sismici. Il prefetto infine, rispondendo alle sollecitazioni di mamme e papà, ha spiegato che risulta complicato lasciare libere alcune strade per i mezzi di soccorso durante le emergenze, ma ha chiarito che la viabilità rientra nel piano di protezione civile del Comune.

Gennaro Della Monica

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