Università, in rivolta gli addetti alle pulizie
L’ateneo dimezza loro l’orario per due mesi. I sindacati: lavorano 12-15 ore, meno è impossibile
TERAMO. Protestano perchè si troveranno con lo stipendio, già esiguo, praticamente dimezzato. E’ il personale che si occupa delle pulizie dell’università, o almeno di parte delle sedi universitarie.
Il problema nasce dalla comunicazione dell’ateneo, che ha annunciato che per i mesi di novembre e dicembre dimezzerà le ore di lavoro alle dipendenti della Team Service. E’ l’azienda che si occupa delle pulizie, a cui il contratto, scaduto ad agosto, è stato prorogato fino alla fine dell’anno.
«E’ scaduto l’affidamento aggiudicato Cofely e in subappalto della Team service», spiega il rettore, Luciano D’Amico, «e siamo in attesa di avere l’offerta dall’aggiudicatario Guerrato, a cui probabilmente faremo aggiudicazione definitiva per alcuni servizi, come manutenzione impianti. L’idea è di affidare i servizi di pulizie alla Fondazione universitaria: sono già stati contattati i sindacati. Manterremo ore e monte salari. Questa procedura secondo noi si può fare ma per rispettare la piena legittimità abbiamo chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato. Questa situazione perciò sarà certamente transitoria». Il rettore assicura che con il passaggio a Guerrato, che dovrebbe avvenire a gennaio sarà ripristinato il monte ore. «Nei prossimi giorni sarà mia cura convocare Team Service e Cofely per affrontare la situazione», conclude.
Il problema, dunque, riguarderebbe due mesi. Questa mattina i sindacati – Franco Di Ventura della Filcams Cgil e Luca Di Polidoro della Fisascat Cisl – incontreranno la Team Service e poi si terrà l’assemblea con i lavoratori. «Per novembre e dicembre», conferma Di Ventura, «il rettore ha chiesto abbattimento del 50% dell'orario, sembra perchè non ci sono le risorse. Sono 32 le persone che si occupano delle pulizie, il cui orario medio è di 12-15 ore a settimana: lavorano con l’università da anni e tagliare ulteriormente i salari crea loro problemi di reddito, ma anche di pulizia all'università». Il sindacalista fa notare che sulle pulizie sono in corso due progetti, sempre in ateneo. «Nel frattempo sono state attivate borse lavoro per la pulizia della mensa coinvolgendo gli studenti», aggiunge, «ed è stata stretta una convenzione con il ministero per facilitare studio dei carcerati e il loro reinserimento, per cui quattro saranno impiegati nelle pulizie. Nulla da eccepire: si tratta di progetti validi, ma se poi in qualche modo tolgono lavoro agli altri non va bene». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

