«Uno dei pochi luoghi “social” è la scuola»

La preside del Crocetti–Cerulli Leonilde Maloni va in pensione e parla di come è cambiato il modo scolastico in 40 anni
GIULIANOVA. Come cambiano la scuola e gli studenti in 40 anni. E’ quello che racconta Leonilde Maloni, dirigente scolastico dell’istituto di istruzione superiore “Crocetti-Cerulli” appena andata in pensione dopo una vita passata all’interno della scuola. Nata a San Benedetto il 6 dicembre 1950, Leonilde Maloni inizia la sua carriera di insegnante nelle scuole primarie delle Marche, per poi spostarsi in Veneto, per il suo primo incarico di direttore didattico, e quindi in Abruzzo. Il 2016 segna il suo 25° anno come dirigente scolastico – dopo i precedenti 15 passati da insegnante – di cui 7 trascorsi al “Crocetti-Cerulli” (al suo arrivo, nel 2009, il Crocetti si era appena separato dal Di Poppa di Teramo, acquistando la propria autonomia).
«Appartengo a una generazione», racconta la dirigente, «che non è mai uscita dalla scuola. Prima come studentessa, poi come insegnate e infine come direttore didattico e dirigente scolastico. Si tratta di una generazione fortunata da questo punto di vista, una generazione che ha investito molto nella scuola. Stando all’interno si vedono le generazioni che cambiano: i giovani sono sempre un pianeta da scoprire, ma sono anche un pianeta temuto perché mettono a dura prova la capacità degli insegnanti di stare al passo col cambiamento. Un cambiamento che, negli ultimi 10 anni, è stato molto rapido». In 40 anni, dunque, gli alunni hanno migliorato le proprie capacità di attenzione, di apprendimento, ma hanno perso la capacità di socializzare in un luogo reale tra loro, perché si sono catapultati nel mondo virtuale di internet e dei social network. «Con l’avvento di internet», prosegue Maloni, «la scuola è diventata sempre meno la fonte del sapere dello studente ed è per questo che la scuola stessa deve cambiare: può insegnare l’apprendimento del metodo di studio ma ha sempre più il compito di essere un luogo dove i ragazzi possano imparare la cittadinanza attiva. La scuola in sé è rimasta uno dei pochi luoghi realmente sociali dove si impara a stare insieme». E, dunque, cos’è cambiato nello studente da 40 anni fa ad oggi? La risposta è semplice e forse sorprenderà un po’, ma è anche amara. Si tratta della solidarietà verso i compagni. «Una volta», ricorda la preside, «agli esami di stato, ad esempio, si copiava dal compagno più bravo. Oggi, invece, non si ha più bisogno di quel compagno perché si copia da internet. Ma non è nemmeno colpa dei giovani se nono ci sono più luoghi di socializzazione. Gli insegnanti, perciò, devono calibrare un nuovo metodo di insegnamento perché noi siamo abituati a dire e a dare, ma non a ricevere consigli dagli alunni».
Mentre ripone gli ultimi oggetti personali in valigia, lasciando il posto al nuovo preside Luigi Valentini, ex dirigente scolastico del liceo scientifico “Marie Curie” di Giulianova, la preside ancora in carica ha il tempo di risolvere alcuni problemi quotidiani scolastici, posti da insegnanti. «In questo lavoro», prosegue Maloni, «si crede di essere indispensabili a volte, ma poi ogni cosa va avanti da sé. Certamente, mi mancherà questa quotidianità; in tanti anni ho avuto la fortuna di stringere relazioni salde con molte persone». Mercoledì sera, nell’atrio dell’alberghiero Crocetti, la preside ha salutato i colleghi. «Non credo di essere una persona saggia», conclude Maloni, «non lascerò saggezza ai miei colleghi, ma sicuramente mi sento di tramandare la passione per questo lavoro. A Giulianova ho trovato un ambiente sempre attento e ringrazio gli insegnanti, le famiglie e anche l’amministrazione comunale». La vicepreside Rosanna Di Berardino, nell’augurarle nuovi progetti e una vita sempre attiva, ha voluto salutare la preside dedicandole l’Ode alla vita di Pablo Neruda.
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

