«Usr fermo, bisogna farsi sentire»

Danni 2016-17, Fracassa invita il sindaco D’Alberto a pungolare di più la Regione
TERAMO. «I numeri sono impietosi». Franco Fracassa, ex assessore alla ricostruzione con Brucchi e ora consigliere di opposizione, nel secondo anniversario del terremoto di Amatrice torna a picchiare duro sull’Ufficio speciale per la ricostruzione. «Il 24 agosto di due anni fa cominciò la serie di terremoti che conosciamo», dice Fracassa, «e come Comune, durante e dopo l’emergenza, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare. Invece l’Usr ha il freno a mano tirato, le pratiche lì sono ferme e questo non permette l’apertura dei cantieri e quindi il rientro nelle case dei teramani». Fracassa, come altre volte, fa il confronto con l’analogo ufficio delle Marche e snocciola i numeri: «Nelle Marche ci sono 1.150 cantieri aperti, a Teramo sono 18 più 14 di attività produttive. Nel capoluogo, in realtà, i cantieri sono zero. Teramo è rimasta così com’era, al momento nessuno è rientrato in città e questo produce inevitabilmente un danno economico. L’Ufficio speciale ha carenza di personale? Mah, a me sembra che 33 persone tra amministrativi e tecnici non siano un numero irrilevante».
Fracassa tende una mano all’amministrazione D’Alberto sulla ricostruzione, ma le chiede anche uno scatto in avanti. «Sono vicino al sindaco», dice, «ha fatto bene a incontrare Regione e direttore dell’Usr, ma dal 1° settembre bisogna sbattere i pugni sui tavoli. Mi rendo conto che per lui è difficile, in Regione comanda il Pd che è parte molto forte della sua amministrazione, ma se si vuol bene a questa città bisogna fare qualcosa di più. Spero che D’Alberto cambi passo e faccia qualcosa di diverso. Noi dell’opposizione lo faremo, mi auguro che il sindaco sia con noi».(d.v.)
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