Ustioni alla ex, il 74enne respinge le accuse

19 Settembre 2024

Interrogatorio di garanzia dal giudice per l’uomo finito ai domiciliari e il figlio accusato di stalking

TERAMO. Davanti al giudice hanno dato la loro versione dei fatti respingendo le accuse a loro contestate.
Si tratta del 74enne teramano finito agli arresti domiciliari con l’accusa di aver sequestrato, violentato e ustionato la ex convivente e del figlio 50enne accusato di stalking e colpito da un divieto di avvicinamento alla donna.
I due uomini (difesi dall’avvocato Anna Di Santo) ieri mattina sono comparsi davanti al gip Marco Procaccini per l’interrogatorio di garanzia. Al termine dell’udienza la difesa non ha avanzato richieste alternative alle misure cautelari.
Un’indagine complessa, come lo sono tutte quelle di violenze i n famiglia, che è stata portata avanti dalla squadra mobile della questura di Teramo delegata dal sostituto procuratore Monia Di Marco dopo la denuncia della donna (più giovane del 74enne) che ha raccontato di aver subito per due anni le violenze dell’uomo. Violenze che, secondo l’accusa, sarebbero state quotidiane in un’arco di due anni con l’ex che l’avrebbe più volte presa a bastonate impedendole di uscire di casa.
In un’occasione l’avrebbe chiusa nell’abitazione privandola del telefono cellulare e sottraendole le chiavi. Un crescendo di violenze con l’uomo che l’avrebbe costretta a rapporti sessuali dopo averle legato mani e piedi con una corda e una cintura. E non solo.
Sempre secondo l’accusa, infatti, l’uomo in un caso le avrebbe bloccato le mani sui fornelli accesi della cucina provocandole ustioni.
Quando lei ha deciso di lasciarlo, l’anziano e il figlio 50enne di lui l’avrebbero perseguitata con telefonate e pedinamenti sul posto di lavoro, minacciando di picchiarla. Una vertigine indicibile di dolore e rabbia. Perché raccontare non è mai facile e trovare il coraggio di denunciare lo è ancora meno in quest’Italia di maltrattamenti senza fine nonostante nuove leggi, norme giuridiche di più immediata e veloce applicazione come il Codice Rosso.
La legge approvata nel 2019 e rafforzata nel 2023 tutela le vittime di violenza, maltrattamenti e atti persecutori imponendo soprattutto tempi veloci di intervento per garantire il più possibile condizioni di sicurezza alle parti offese.(d.p.)
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