Usura con le buste paga, primi interrogatori

Venerdì saranno sentiti i cinque arrestati, sono accusati anche di estorsione e truffa all’Inps
TERAMO. Sono stati fissati per venerdì gli interrogatori di garanzia dei cinque arrestati, tutti appartenenti al clan rom Campanella, nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di usura ai danni di un imprenditore edile. Così ha stabilito il gip Roberto Veneziano che ha firmato le ordinanza di custodia cautelare. Italo Campanella, attualmente detenuto nel carcere di Pescara per altri motivi, sarà interrogato per rogatoria, mentre nella mattinata di venerdì Davide Campanella e Daniele Di Rocco lo saranno nel carcere di Castrogno. Nel pomeriggio, poi, in tribunale ci saranno quelli di Barbara Rinolfi e Cristina Di Rocco a cui sono stati concessi i domiciliari. Le accuse sono quelle di usura, estorsione e intestazione fittizia di un immobile.
Secondo la Procura (il titolare del fascicolo è il pm Enrica Medori) i cinque avevano messo in piedi un modus operandi nuovo sul fronte dell’usura: perché questa volta la restituzione dei soldi con interessi che sfioravano il 500% avveniva attraverso assunzioni fittizie degli usurai e dei loro familiari: buste paga apparentemente regolari per occultare il reato dell’usura. Così apparentemente regolari da far percepire loro anche l’indennità di disoccupazione dopo il licenziamento e da far ottenere anche un decreto ingiuntivo quando l’imprenditore per un periodo non ha più pagato gli stipendi.
I numeri che emergono da una prima analisi tracciata da carabinieri e finanzieri sono da capogiro: dal 2013 ad oggi l’imprenditore avrebbe pagato, sempre attraverso stipendi fittizi, circa 111mila euro. I prestiti chiesti oscillavano da tremila a diecimila euro e per ogni mille euro c’erano circa 400 euro di interesse da restituire.(d.p.)
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