Va all’asta una tonnellata di pesce per il Capodanno

31 Dicembre 2021

Venduti 987 chilogrammi di prodotto, gli scampi di prima scelta a 71 euro Sulle tribune 23 acquirenti, ma l’emergenza per la pandemia frena l’affluenza 

GIULIANOVA. Le disdette per l’emergenza Covid si sono sicuramente sentite, ma nonostante questo la vendita all’asta del pesce al mercato ittico per il cenone dell’ultimo dell’anno ha fatto registrare numeri alti. Quest’anno è stata venduta quasi una tonnellata di pesce, per l’esattezza 311 casse per 987 chilogrammi di prodotto.
I prezzi, salvo qualche piccola oscillazione, si sono mantenuti sui livelli della vigilia di Natale, ovvero abbastanza sostenuti ma non eccessivamente alti. A calmierare le quotazioni ha inciso parecchio il dilagare dei contagi da Covid. Diversi commercianti hanno registrato disdette di prenotazioni da parte di privati e ristoranti. Questi ultimi, per effetto degli ultimi provvedimenti governativi sul Green-pass, sono stati costretti a dimezzare i coperti all’interno delle attività. In sostanza il prodotto venduto verrà consumato o al ristorante o tra le mura domestiche per un cenone in famiglia o tra amici. Il direttore del mercato ittico, Gino Gervasini, conferma: «L’emergenza Covid effettivamente ha frenato l’entusiasmo e questo si è ripercosso anche sulle normali attività del nostro settore. Abbiamo comunque lavorato e nel migliore dei modi grazie anche alla vicinanza dell’amministratore unico Federico Iachini».
Ieri solo quattro imbarcazioni (5 in meno rispetto alla vigilia di Natale) hanno conferito il loro prodotto: “Vichingo”, “Faro”, “Claudia” e “Capo Horn”. Presenti in tribuna 23 acquirenti (in flessione rispetto ai 27 dell’altra vigilia). La qualità più cara è stata quella dello scampo di prima scelta quotato 71 euro al chilo (senza iva e all’ingrosso). Poi rombo chiodato (30 euro), mazzancolle (26 euro), rana pescatrice (23 euro), calamaro (21 euro), seppie (17 euro), gambero rosa (16 euro), panocchia/cicala di mare (15 euro), palombo (12 euro), polpo di scoglio (11,95 euro), frittura (6,90 euro) e triglia di fango (6 euro).
La vendita all’asta di quest’anno è stata l’ultima del mercato ittico giuliese nel segno della Giulianova Patrimonio, la società municipalizzata del Comune per cui è in corso un piano di risanamento. Tra poco, dopo una piccola proroga tecnica di assestamento, la conduzione del mercato ittico passerà alla costituenda società di gestione di cui faranno parte l’Ente Porto, le organizzazioni di pesca ed alcuni commercianti e grossisti di prodotti ittici. Per quanto riguarda la nuova società di gestione del mercato ittico, l’assessore comunale competente Paolo Giorgini afferma che tutto sta procedendo nel verso giusto, compresa la predisposizione del bando europeo, obbligatorio nel caso specifico. Nelle more dello svolgimento della gara per qualche mese l’attività verrà curata dalla nuova società di gestione in corso di definizione.
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