Va allo stadio con due coltelli, assolto

La mattina il giovane di Bellante era andato in cerca di funghi e li aveva lasciati nello zainetto poi perquisito all’ingresso
TERAMO. Quei coltelli rimasti nello zainetto con cui si era presentato allo stadio gli sono costati un Daspo ma non una condanna penale. Perché nel corso del processo ha dimostrato come lui, incensurato e non appartenente a nessuna tifoseria, i due coltelli li avesse usati quella stessa mattina per raccogliere funghi e asparagi e che solo per la sua sbadataggine fossero rimasti nello zainetto controllato all’ingresso del campo di calcio.
Un 33enne di Bellante (assistito dall’avvocato Amedeo Di Odoardo) che era finito a processo per le nome previste contro la violenza negli stadi è stato assolto con la formula del fatto non costituisce reato. Così ha stabilito il giudice onorario di tribunale Antonio Converti che nella sentenza ha scritto: «I testi hanno confermato la sua versione sicchè non vi è ragione di dubitare della genuinità della versione dei fatti da questi resa. Tale versione, peraltro, appare avvalorata dalla circostanza per cui l’imputato è incensurato e non era solito frequentare stadi di calcio da 7-8 anni».
I fatti risalgono al 26 marzo del 2017 in occasione dell’incontro di calcio tra il Giulianova e la Torrese nel campionato di eccellenza. Nel corso del processo l’uomo ha dimostrato, con svariati testi, che quel giorno, prima di andare allo stadio, era stato con alcuni amici a fare una passeggiata ecologica organizzata e in cui si prevedeva la raccolta di funghi e asparagi e per questo aveva portato i due coltelli. Al termine della passeggiata un’amica l’accompagnò nel ristorante dove era previsto l’incontro con gli amici con cui sarebbe andato a vedere la partita. Così fece portandosi dietro lo zainetto visto che al termine dell’incontro sarebbe tornato a casa con gli stessi amici. Senza pensare a quei coltelli usati per raccogliere funghi e asparagi.
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