Vaccini, parte la seconda fase È atteso l’arrivo di 10mila dosi
Brucchi: «A giorni cominceremo con gli ultra 80enni, il personale scolastico e le forze di polizia Attenti, il virus sta ricominciando a muoversi anche qui: è indispensabile fare i tamponi di massa»
TERAMO. La settimana che comincia domani dovrebbe finalmente veder partire, anche in provincia di Teramo, la seconda fase della campagna di vaccinazione contro il Covid-19. I vaccini, si potrebbe dire, escono dagli ospedali e dai distretti sanitari e vanno sul territorio. La strategia per la fase 2 è ancora in elaborazione da parte della Regione e delle Asl e i dettagli si sapranno tra domani e martedì. Alcune linee-guida, però, sono già fissate e il direttore sanitario della Asl di Teramo Maurizio Brucchi, che è anche il coordinatore regionale della campagna di vaccinazione, accetta di fare il punto.
LE QUANTITÀ. Intanto c’è da rispondere alla prima, fondamentale domanda: ci sono vaccini a sufficienza per avviare la fase 2? «Sì», dice Brucchi, «a partire dalla prossima settimana riceveremo i vaccini Pfizer in numero consistente: a Teramo arriveranno in tre settimane otto vassoi, quindi avremo quasi 10mila vaccini entro fine febbraio. Arriveranno anche delle dosi di Astra Zeneca, sebbene in quantità minore».
LE CATEGORIE. Premesso che fino a ieri in provincia è stato completato il personale sanitario (che in buona parte ha già ricevuto la seconda dose), la fase 2 punta sulla fascia più a rischio della popolazione: gli ultra 80enni. Brucchi spiega: «La prossima settimana dobbiamo cominciare gli ultra 80enni con vaccini Pfizer e Moderna, con le dosi Astra Zeneca invece si faranno il personale scolastico e le forze di polizia, compresa la penitenziaria. Una data di avvio? L’obiettivo della Regione è partire entro il 15». Di sicuro non sarà una passeggiata. Gli ultra 80enni in provincia di Teramo sono oltre 20mila, nelle prossime ore si saprà il numero esatto di chi si è registrato sulla piattaforma regionale. «Ma, in ogni caso», continua Brucchi, «verranno vaccinati anche quelli non iscritti in piattaforma».
LE STRATEGIE. Qualcosa, sulle strategie, Brucchi può dirla. «Ci stiamo orientando, almeno su Teramo, su un sistema territoriale, che coinvolge i sindaci. Vediamo cosa succederà con i medici di medicina generale che per me sono figure centrali, ci potrebbero dare una grossa mano, soprattutto con gli ultra 80enni, sia nell’arruolamento sia nel farci arrivare pazienti che hanno già con sé anamnesi e consenso informato: in questo modo faremmo tutto con più rapidità. Ci stiamo preparando anche a vaccinare a domicilio le persone che non possono muoversi, un ruolo in questo lo avranno i servizi sociali dei Comuni. Ai sindaci abbiamo chiesto di darci dei locali per vaccinare e hanno tutti recepito, sono molto collaborativi e contenti di dare una mano. Quanto personale abbiamo per vaccinare? Abbiamo 14 persone date dal commissario Arcuri alle quali aggiungeremo il personale Asl necessario: perché, se vado in un comune, ci devo andare una volta sola e fare tutti quelli che si devono vaccinare, di diverse categorie».
L’ORDINANZA. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto ha contestato l’ordinanza del governatore Marsilio che impone da domani la didattica a distanza in tutte le scuole superiori d’Abruzzo. Brucchi cosa ne pensa? «L’ordinanza è giusta perché abbiamo notato che con la riapertura delle superiori il virus si è ricominciato a muovere anche sul nostro territorio. I numeri ancora non lo dicono ma i miei clinici mi dicono che un peggioramento c’è, soprattutto sulla costa. Sono d’accordo con la stretta, qui si rischia di passare dal giallo al rosso in un attimo. Adesso bisogna stare molto attenti, la cosa importante è continuare a fare i tamponi e ripeterli ove ce ne sia necessità. Ma la cittadinanza deve collaborare di più agli screening, non è accettabile vedere adesioni al 20 per cento».
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