Vagnoni al lavoro per una nuova coalizione

Il sindaco si ricandiderà se riuscirà a formare un gruppo più coeso di quello attuale
MARTINSICURO. In vista delle amministrative di primavera (ma la data potrebbe slittare per la pandemia in corso) l’attuale sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni ancora non conferma la sua ricandidatura, ma negli ambienti politici della cittadina la danno per certa soprattutto dopo gli ultimi successi amministrativi: fondi Pnrr per 5 milioni di euro, la stazione in costruzione e il ponte ciclopedonale sul Tronto ormai divenuto cosa certa. Vagnoni deve però risolvere alcune questioni politiche.
Dopo i problemi legati alla mancata elezione in Provincia del candidato dell’amministrazione Alessandro Casmirri, con sei esponenti della maggioranza che si sono trasformati in "franchi tiratori", il sindaco lavora per trovare un gruppo più coeso che favorisca la sua rielezione, sarebbe la prima nella storia della cittadina da quando nel 1964 è divenuta autonoma staccandosi da Colonnella. Poi, c’è da sciogliere il nodo della presenza dei simboli dei partiti nelle liste di appoggio alla sua candidatura. Cinque anni fa un’estenuante e polemica trattativa portò Vagnoni a escluderli, perdendo l’appoggio di Fratelli d’Italia. Ora i rapporti con il gruppo della Meloni sono tornati normali ma il simbolo rimane punto cruciale per entrare nella coalizione. Anche la Lega sembra dello stesso pensiero. Il gruppo di Salvini non ha un circolo nella cittadina al contrario di Fratelli d’Italia, la cui sezione esiste da anni ed è guidata dal presidente Massimo Clementoni. Indiscrezioni danno che a breve, prima delle amministrative, potrebbe nascere anche la sezione cittadina della Lega. I due gruppi di centrodestra sembrano pronti a una candidatura autonoma nel caso non si trovi un accordo con Vagnoni. Questo è anche dovuto al fatto che a livello nazionale il simbolo del partito è vincolante per la partecipazione alle amministrative nelle cittadine dove si vota con il doppio turno sia per la Lega che per Fdi. Sulla questione dei simboli sembra stiano lavorando i vertici sovracomunali dei partiti interessati.
Venendo ai singoli, non si ricandiderà l’avvocato Gabriele De Santis, consigliere di maggioranza, spesso critico verso l’amministrazione. Non dovrebbe essere della campagna elettorale neanche Massimo Corsi, uno dei fondatori del gruppo civico Città Attiva e assessore al turismo con Camaioni sindaco, poi passato a Fratelli d’Italia rappresentando il gruppo in consiglio comunale. Il suo passo indietro sembra dovuto a questioni di lavoro.
Sandro Di Stanislao
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