Val Vibrata. Fermato con cento chili di droga: no alla richiesta di patteggiare

4 Novembre 2026

La Procura respinge l’istanza e chiede il rinvio a giudizio per il 35enne da gennaio in carcere.

Nella sua abitazione la polizia ha sequestrato cocaina, eroina, hascisc e varia sostanza da taglio

TERAMO

La Procura respinge l’istanza di patteggiamento e chiede il processo per il 35enne arrestato con 114 chili di droga.

Il caso è quello che vede indagato Kimi Loca, albanese da tempo residente nel Teramano, che a gennaio venne arrestato in un blitz antidroga della squadra mobile. Secondo l’accusa l’uomo, che è in carcere, aveva nella sua disponibilità un alloggio in Val Vibrata dove all’epoca furono trovati 114 chili di droga (30 di cocaina, quattro di eroina e ottanta di hascisc) e sostanza da taglio. La cocaina era nascosta in fusti interrati nel giardino.Il tutto per un valore di 5 milioni.

Nell’abitazione venne trovata anche un’agenda con nomi, numeri di telefono, date e luoghi che si sono rivelati utili a investigatori e inquirenti per ricostruire la rete esistente attorno al traffico di droga: possibili fornitori e potenziali clienti, canali di approvvigionamento e mercati di sbocco dello stupefacente destinato con ogni probabilità alle zone del Teramano e delle basse Marche. Anche l’esame dei cellulari sequestrati all’epoca ha fornito un contributo investigativo importante per ricostruire il sistema di spaccio.

Secondo gli investigatori la droga era pronta per essere lavorata e immessa sul mercato. All’epoca furono sequestrati oltre 30 chilogrammi di sostanza da taglio, due bilancini digitali, due bilance di precisione, una macchina per il sottovuoto, una pressa idraulica e materiale per il confezionamento. Visto proprio il quantitativo di sostanza da taglio sequestrata gli investigatori sin da subito non esclusero l’ipotesi che il posto in cui l’uomo deteneva la droga potesse essere nei fatti una specie di centrale di preparazione di partite che di volta in volta venivano affidate a spacciatori locali. L’entità del sequestro ha aperto nuovi scenari investigativi sul come il territorio sia diventato crocevia e tappa di grossi corrieri che lo solcano o vi fanno tappa per rifornire il mercato locale. Dopo il no alla richiesta di patteggiamento, il caso approda ora davanti al gup nell’udienza di metà novembre. (d.p.)