Formula Uno

Liuzzi incorona Antonelli: «È d’esempio per i giovani»

3 Novembre 2026

L’ex pilota pescarese e “driver advisor” della FIA: «Kimi ha dimostrato una maturazione esponenziale. È stato bravo anche Wolff a gestire Russell, invece la Ferrari ha sbagliato troppo»

PESCARA. Il giorno dopo il trionfo a Città del Messico sono ancora in tanti a festeggiare il nuovo campione di Formula Uno, Andrea Kimi Antonelli. Tra questi anche Vitantonio Liuzzi, ex pilota pescarese di F1 e attualmente driver advisor nel circuito FIA.

Liuzzi, che effetto le fa vedere finalmente un italiano di nuovo sul tetto del mondo?

«È un traguardo bellissimo per l’Italia e per tutto il movimento del motorsport che ha dimostrato l’impegno profuso negli anni per far emergere giovani leve talentuose come Antonelli. Sono orgoglioso del successo di Kimi che, oltre ad essere un grande pilota, si è rivelato anche un bravo ragazzo con una famiglia sana alle spalle: insomma, è d’esempio per i più giovani».

L’aspetto più interessante è stata la sua capacità di dominare il Mondiale, al secondo anno nel Circus.

«In questa stagione è maturato in modo esponenziale rispetto ai suoi diretti competitors, ha assimilato velocemente gli errori commessi nel 2025. Sinceramente mi aspettavo che potesse lottare per le posizioni di vertice, ma mai avrei immaginato che riuscisse addirittura a vincere il Mondiale, demolendo il suo compagno di squadra George Russell».

Seguendo in prima linea la Formula Uno come driver advisor, secondo lei qual è stato il momento in cui Antonelli ha capito che avrebbe potuto centrare l’obiettivo finale?

«Se guardiamo ai primi gran premi, si capiva subito che sarebbe stato un testa a testa nella scuderia Mercedes, ma Antonelli ha dimostrato costanza e anche un pizzico di fortuna nell’affidabilità della vettura tra le qualifiche e le gare. Credo che il filotto di cinque vittorie consecutive sia stato determinante per mettere in difficoltà il compagno e trovare la svolta».

Una bagarre tra Antonelli e Russell vissuta comunque con sportività e rispetto. Non si può dire lo stesso della Ferrari, anche alla luce degli ennesimi screzi tra Leclerc e Hamilton proprio in Messico.

«Non dimentichiamoci che in Mercedes c’è Toto Wolff, un team principal che ha sempre dato prova di saper gestire le crisi interne alla scuderia. Basti pensare a Rosberg e Hamilton qualche anno fa. Wolff è stato bravo nel gestire i suoi piloti e nel far capire a Russell, nonostante la maggiore esperienza e anzianità di servizio in Mercedes, che avrebbe dovuto fare un passo indietro per non danneggiare Kimi. Invece in Ferrari, ancora una volta, si è vista la confusione che regna. Leclerc ha esagerato in Messico perché ha voluto dimostrare tutto il suo valore, senza capire che questo danneggia la sua squadra. Infatti, senza quegli errori, credo che le Ferrari sarebbero salite a podio senza problemi. Penso che serva un pugno duro da parte dei vertici, perché così non si può continuare. Anche in vista della prossima stagione».

Invece restando su quella ancora in corso, questi ultimi appuntamenti saranno una passerella d’onore per festeggiare Antonelli. Che voto dà alle varie scuderie?

«Sicuramente la Mercedes merita un 10 pieno, poi darei 9 alla Red Bull che ha dimostrato di lottare sempre. La Ferrari si merita un 7 in quanto, nonostante tutti gli errori già citati, comunque spesso si è giocata il successo. Invece la McLaren non prende la sufficienza, un 5 al massimo per un campionato anonimo dopo il trionfo della passata stagione di Norris».

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