Valbruni: «La squadra è valida, ma c’è bisogno di un bomber»

Il tecnico della ripartenza con il presidente Campitelli analizza le potenzialità del Città di Teramo: «Serve un approccio umile con tutti e c’è da migliorare, avrei voluto far parte di questo progetto»
TERAMO . Dopo 14 anni la rinascita calcistica del Teramo passa ancora dal campionato di Promozione. Sabato scorso, con l’1-1 contro il Piano della Lente, è iniziata l’avventura del Città di Teramo e della nuova società presieduta da Eddy Rastelli. Nel 2008-2009 i biancorossi affidarono la panchina a Tonino Valbruni, classe 1944, tecnico specialista in promozioni che ha scritto pagine importanti del calcio teramano e di quello dilettantistico abruzzese. Il Real Teramo del presidente Luciano Campitelli fu subito promosso in Eccellenza dominando il campionato con 91 punti in classifica e 29 vittorie su 36 partite.
Qual è, secondo Valbruni, la ricetta giusta per iniziare immediatamente la risalita? «Bisogna giocare con fame e cattiveria. L’importante è mantenere i piedi per terra e approcciarsi con umiltà contro tutte le avversarie. Non ci sono partite facili e nessuno regalerà niente al Teramo».
Quali indicazioni dal pareggio nell’esordio con il Piano della Lente ?
«È ancora presto per dare un giudizio. C’è bisogno di migliorare sotto tutti gli aspetti. La partita di sabato l’ho vista in tv e la squadra biancorossa ha le carte in regola per essere la favorita per la vittoria del campionato».
Che idea si è fatto della rosa?
«Ci sono diversi elementi validi, ma manca un bomber. Palumbo (a segno sabato su rigore ndc) è un trequartista, perciò servirebbe qualcosa in più in attacco. Ho visto bene l’esterno Ikramellah e in difesa Speranza e Pepe sono una garanzia. È un peccato non essere riusciti a prendere la punta Pendenza (ha scelto il Sulmona ndc)».
Lei avrebbe voluto fare parte del progetto del Città di Teramo?
«Certamente, ci speravo tanto. Lo dico senza polemica, ma ci sono rimasto male nel non essere stato preso in considerazione per dare una mano. Mi sento ancora giovane e ho sia l’esperienza che il curriculum per essere ancora utile alla causa biancorossa. Sono sempre un grande tifoso del Teramo e auguro a questa società di fare bene e di essere in grado di garantire continuità al calcio cittadino».
Contro il Piano della Lente c'erano più di 800 tifosi biancorossi a Montorio. Che segnale è?
«Vuol dire che questa tifoseria ha una passione senza limiti. Con un pubblico del genere bisogna risalire al più presto e auspico che la squadra possa giocare quanto prima al Bonolis perchè il Teramo, per il blasone che ha, non può stare lontano dalla città».
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