Valente assolto per la tredicesima volta

L’ex capo del settore viabilità della Provincia processato a ripetizione per incidenti stradali: «Ma non sono un perseguitato»
TERAMO. Tredici assoluzioni in dieci anni, ma non si sente nè perseguitato nè vittima. Perchè l’ingegner Agreppino Valente, 62 anni, di cui 16 trascorsi come dirigente della viabilità della Provincia, conosce bene quei 1600 chilometri di strade di competenza di un ente cancellato dalla spendig review. E da uomo delle istituzioni ripete che la legge è legge. «Ma sono diventato il parafulmine delle carenze che quelle strade avevano ed hanno» dice oggi il professionista che da tre anni è in pensione e che qualche giorno fa è stato assolto dall’accusa di concorso in omicidio colposo nell’ultimo dei procedimenti in cui è stato imputato sempre per lo stesso reato. Tutti incidenti con vittime su strade spesso ai limiti dell’impraticabilità, tra buche sempre più simili a crateri e guard-rail di cartapesta. In tutti i casi è stato prosciolto al termine dell’udienza preliminare o assolto a conclusione di un processo.
«Il fatto non costituisce reato» ha sentenziato mercoledì il giudice monocratico Franco Tetto nel chiudere l’ultimo processo che vedeva Valente accusato di concorso in omicidio colposo insieme al conducente della vettura che l’8 giugno del 2009 si scontrò con la macchina guidata da Pasqualino Saccomandi, 65enne pensionato di Notaresco, che nel violento impatto morì. Per l’accusa la vegetazione incolta presente sulla strada provinciale 553, teatro dell’incidente, avrebbe ostruito la visuale diventando quindi una delle cause dello scontro e della morte. Ma in una camera di consiglio devono entrare solo le carte processuali e non le emozioni: al termine del processo ( il pm d’udienza Stefania Mangia aveva chiesto l’assoluzione di Valente) l’ex dirigente è stato assolto e l’automobilista condannato a 8 mesi(pena sospesa) con altrettanti mesi di patente ritirata. «Rispetto per il dolore delle persone», dice Valente, «e rispetto per la giustizia perchè penso che in uno Stato di diritto le regole devono essere rispettate sempre e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Ma il problema delle strade esiste e diventerà sempre più difficile gestire una rete viaria estesa come quella teramana, soprattutto con la carenza di fondi che riduce sempre più la manutenzione». Precisa l’avvocato Tommaso Navarra, legale di Valente: «Nessuno vuole negare il problema delle condizioni delle strade, ma questo problema non può servire per individuare capri espiatori cui addossare oggettivamente sempre una responsabilità». E l’ex dirigente, che i suoi ex collaboratori ricordano ancora pronto a spalare neve sulle strade o vicino ai fiumi esondati nei giorni delle tante emergenze maltempo, lancia una proposta alla Regione: «Ogni anno incassa più di 100mila euro dalla tasse automobilistiche che i cittadini pagano. Perchè non destinare parte di questi fondi alla manutenzione delle strade che sono di tutti e per cui oggi gli enti locali sono sempre più in difficoltà?».
Valente da tre anni è in pensione, oggi è tornato a fare il libero professionista. «Dopo quello di mercoledì», dice, «non sono coinvolto in un nessun altro procedimento giudiziario o processo per incidenti stradali. Ma quando vengo fermato per un controllo stradale non mi stupisco più delle facce degli agenti che digitano il mio nome sul terminale e mi guardano sorpresi nel vedere tutti i procedimenti per concorso in omicidio colposo. Eppure io non ho mai preso nemmeno una multa per eccesso di velocità».
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