Vandali nelle case inagibili

Montorio, denunciati anche dei furti. I residenti: «Abbiamo paura»
MONTORIO. Proseguono le “visite indesiderate” nelle case inagibili del centro storico di Montorio. A essere preso di mira è di nuovo il Colle, la parte più antica e caratteristica, ma anche la più colpita dagli eventi sismici, quella attualmente meno abitata e con il numero più alto di case chiuse e puntellate. Nei giorni scorsi, dopo gli episodi di gennaio, ignoti hanno visitato altre abitazioni accedendo da alcune vie transennate e rovistando nelle stanze tanto da lasciare tutto a soqquadro. Alcuni proprietari sono stati avvisati dai passanti che hanno notato le finestre aperte o rotte; altri, dopo che si è diffusa la notizia, si sono recati nelle proprie abitazioni per controllare se fosse tutto a posto e hanno trovato la spiacevole sorpresa. Nelle irruzioni sono stati sottratti anche degli oggetti: un altro duro colpo per chi ha perso la casa e si trova in sistemazioni provvisorie in attesa della ricostruzione.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione che hanno fatto i rilievi. Dal comando provinciale di Teramo hanno confermato che «ci sono stati ingressi nelle case inagibili con denunce al riguardo. I furti non sono opera di professionisti e sono in corso le indagini». Ed è scoppiata la paura tra i residenti. La zona di via Beretra e in generale il centro del borgo sono da tempo bersaglio di bande di ragazzi che commettono atti vandalici di ogni sorta. Ora si aggiungono i furti. «Siamo terrorizzati, le irruzioni accadono anche in pieno giorno, oltre che la sera tardi, e abbiamo paura», confidano alcuni cittadini che hanno preferito restare anonimi, «speriamo di non dover essere costretti a organizzare delle ronde. Oltre ad affidarci alle forze dell’ordine, chiediamo che vengano installati un sistema di videosorveglianza attivo nelle 24 ore e maggiore illuminazione». Il senso di impotenza e scoraggiamento inizia a prendere il sopravvento. «Speravamo in una rinascita della zona più bella del nostro paese come è il Colle», concludono, «ma siamo stanchi di subire vandalismo e vivere nella paura: se continua così saremo costretti ad andarcene e nessuno tornerà».
Adele Di Feliciantonio
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