Varrassi teste per gli appalti: non ricordo quella denuncia

TERAMO. «Non ricordo il contenuto di quella denuncia presentata più di tre anni fa. Io sono un medico, non un tecnico». E’ l’ex manager della Asl Giustino Varrassi il teste citato dalla pubblica...
TERAMO. «Non ricordo il contenuto di quella denuncia presentata più di tre anni fa. Io sono un medico, non un tecnico». E’ l’ex manager della Asl Giustino Varrassi il teste citato dalla pubblica accusa nel processo per il cosiddetto global-service, le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli edifici della Asl. Tra gli imputati per frode nelle pubbliche forniture ci sono l’ex direttore generale della Asl di Teramo Mario Molinari e due imprenditori, Sauro Marcucci di Ancona ed Ezio Iervelli di Teramo.Secondo l'indagine, condotta dal pm Davide Rosati, dal 2004 al 2011 l'azienda sanitaria avrebbe ricevuto un danno di circa un milione di euro per servizi che sarebbero stati pagati ma non erogati. A presentare la denuncia, sia penale che in sede civile, era stato proprio l’ex direttore generale Varrassi, successore di Molinari, dopo il suo insediamento. É ieri l’ex manager (imputato per truffa e peculato per l’uso dell’auto blu in un altro procedimento) è comparso davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori (a latere Franco Tetto ed Enrico Pompei). Il processo è stato aggiornato a gennaio. La storia: nel 2004 l'associazione temporanea d'imprese il cui rappresentante legale è Marcucci dà vita alla Sidi srl, il cui amministratore unico è Iervelli. La società partecipa ad un bando di gara dell'Asl di Teramo per il global service e si aggiudica l'appalto per cinque anni per un importo che sfiora i 5 milioni di euro. L'ufficio tecnico Asl delegato ai controlli verifica, mettendo per iscritto, che l'appalto non viene rispettato: scrive di omesse manutenzioni, dell'utilizzo di personale non qualificato e inferiore di numero a quello indicato, dell'assenza di personale al lavoro, del malfunzionamento degli impianti elettrici e della centrale termica, dell'omessa installazione di maniglie antipanico sulle scale di emergenza. Nel 2008, quindi tre anni dopo, la Asl istituisce una commissione di vigilanza che, nero su bianco, riscontra la veridicità delle segnalazioni. Secondo la procura, però, nonostante questo alla scadenza naturale del contratto d'appalto, nel 2009, l'Asl rinnova per un altro anno l'appalto. (d.p.)
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