Vecchi mutui, il Comune rischia di pagare mezzo milione in più

18 Gennaio 2023

È la conseguenza dell’aumento dei tassi variabili, incontro tra il sindaco e il consigliere De Nigris Si tratta di un maxi prestito da 35 milioni risalente al 2004 per realizzare svariate opere pubbliche

ROSETO. Il Comune di Roseto, per l’anno 2023, rischia di pagare 523 mila euro in più per dei mutui contratti nel 2004 dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Franco Di Bonaventura per realizzare diverse opere pubbliche. È questa la conseguenza dell’aumento dei tassi variabili deciso dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione. Nel 2023, infatti, il costo dei mutui a tasso variabile continuerà a salire, mente quello dei mutui a tasso fisso sta già calando da qualche mese.
Il sindaco Mario Nugnes, sia in consiglio comunale sia nella sua consueta video agenda settimanale, ha annunciato che sta lavorando con il consigliere di maggioranza Paolo De Nigris, esperto in finanza, per trovare una soluzione e cercare di contenere questo corposo aumento per l’ente. Nel 2004 l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Franco Di Bonaventura, in giunta l’assessore al bilancio era l’attuale consigliere di maggioranza Enio Pavone e l’assessore ai lavori pubblici era l’attuale deputato Giulio Sottanelli, tramite una rinegoziazione di diversi mutui, contrasse un mutuo ultraventennale di 35 milioni di euro circa decidendo di optare per un tasso variabile anziché fisso (all’epoca era più conveniente). Con queste risorse quella amministrazione, però, ha avuto la possibilità di realizzare diverse opere pubbliche sul territorio comunale, ovvero la riqualificazione del palazzetto dello sport, la realizzazione dell’ex pattinodromo (l’attuale Palabeach), la ristrutturazione del lungomare centrale e tre sottopassi al posto dei passaggi a livello. Fino al 2010, comunque, il costi del mutuo sono rimasti invariati, per poi subire un aumento durante i primi anni dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, e poi scendere di nuovo durante la precedente amministrazione.
È chiaro che nel 2004 nessuno avrebbe potuto pensare che dopo 18 anni il costo del mutuo potesse subire un consistente aumento. Bisognerà dunque attendere l’approvazione del bilancio di previsione 2023/2025, da portare in consiglio comunale entro il 31 marzo, e vedere come si muoverà l’amministrazione su questo tema. Le risorse a disposizione dell’ente, infatti, già sono limitate e devono essere distribuite tra i numerosi settori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA