Vecchio stadio, D’Alberto studia come far rinascere l’intera area

Lo spazio resterebbe sportivo-ricreativo con verde pubblico, ma al momento non ci sono fondi Il sindaco: «Mettiamo a sistema i soldi per le attigue scuola San Giuseppe e casa dello sport»
TERAMO. L'amministrazione di Teramo riprende in mano le redini del vecchio stadio comunale e ripartono progettazioni, incontri, sinergie. Con un obiettivo chiaro: «Restituire dignità e funzionalità alla struttura, sia nel breve periodo sia in prospettiva, facendo un ragionamento più ampio che guardi all'intera area che abbraccia lo storico impianto», spiega il sindaco Gianguido D'Alberto, che nelle scorse settimane ha incontrato la società del Teramo Rugby e pochi giorni fa anche i tecnici dell'ufficio speciale della ricostruzione. Due fronti apparentemente distinti, rientranti invece in quello che il primo cittadino definisce «un nuovo percorso di confronto, partecipazione e collaborazione».
Il vecchio Comunale, icona sacra per il tifo biancorosso, aspetta da oltre un decennio che qualcuno decida del suo destino. E con lui tutta la città. Progetti, dibattiti, scontri e proposte di referendum si sono susseguiti negli anni senza che nulla si concretizzasse. C'è stato un tempo, correva l'anno 2008 e il sindaco era Gianni Chiodi, in cui in quell'area si è immaginato un teatro con ristorante e parcheggio multipiano da 400 posti auto. Un'opera che avrebbe preso vita con l'abbattimento dello stadio, ipotesi che all'epoca scatenò l'ira di tifosi e cittadini con manifestazioni di dissenso approdate in piazza e in consiglio comunale, dove intanto era arrivato Maurizio Brucchi nel ruolo di sindaco. Un movimento popolare che fece la voce grossa, arrivando nel 2010 a raccogliere oltre cinquemila firme per un referendum che lasciasse integro l'impianto, datato 1929. Del referendum non se ne fece nulla, del teatro neppure. Poi si ipotizzò la realizzazione di un complesso scolastico, ma a concorrere a un bando per le periferie fu un altro progetto che permise nel 2016 di ottenere 2,7 milioni di euro. Almeno sulla carta.
Da qui riparte l'amministrazione D'Alberto. L'impianto conserverà la sua originaria destinazione di spazio sportivo, ludico e ricreativo con area verde. Sono previsti l'abbattimento della tribuna e la conservazione della curva est. I 2,7 milioni al momento sono bloccati dal Governo, e per il progetto di riqualificazione servirebbe almeno un altro milione che il Comune proverà a conquistare partecipando ad altri bandi. Intanto ha avviato un percorso che mira, spiega il sindaco, «a mettere a sistema i finanziamenti che abbiamo per altre strutture legate alla ricostruzione post sisma che si trovano nella zona dello stadio: la scuola San Giuseppe e la casa dello sport».
Per la scuola il Comune è soggetto attuatore nella ricostruzione ed è già avviata la fase progettuale; per la casa dello sport ci sono 2,5 milioni di euro con l'Usr attuatore. In virtù di ciò nei giorni scorsi il sindaco ha incontrato proprio i vertici dell'ufficio speciale: «Proviamo ad avviare una nuova fase progettuale per valorizzare l'intera area, unificando gli interventi se possibile. Il progetto dello stadio può essere rimodulato anche in base a queste nuove opportunità. Mettere insieme i tre progetti ci permette di ragionare in termini più ampi, nel segno di una vera rigenerazione e ricostruzione», aggiunge D'Alberto, che riapre al dialogo anche con associazioni e cittadini «sia sul futuro che sul presente dello stadio: nelle scorse settimane abbiamo incontrato il Teramo Rugby che lì torna ad allenarsi. Con loro e con i tifosi è stato ripulito il campo, e per questo rinnovo il mio grazie. Ora, d'intesa con la società rugbistica, stiamo avviando verifiche sull'impiantistica e gli spogliatoi per rendere lo stadio funzionale alle esigenze degli sportivi».
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