Vecchio stadio, incarico a una cordata di tecnici per il piano di recupero

L’offerta del gruppo campano-laziale ha ottenuto il punteggio più alto Entro 2 mesi il progetto. Cavallari: sarà un valore aggiunto per la città
TERAMO . Sarà una cordata campano-laziale a progettare il recupero del vecchio stadio. A sancirlo è la commissione del Comune che ha appena concluso l’esame delle tre proposte arrivate per dare concretezza all’intervento da 7,3 milioni di euro con cui riqualificare l’area in centro storico. Una delle offerte non ha raggiunto il punteggio minimo previsto per l’ulteriore valutazione e dunque è stata accantonata. La proposta più vantaggiosa, tra soluzioni tecniche indicate e ribasso del costo fissato dall’ente per l’elaborazione della documentazione richiesta, è risultata dunque quella inviata dal raggruppamento che fa capo all’ingegnere romano Gianluca Centurani e alla Engineering&Consulting Srl che ha sede ad Afragola, in provincia di Napoli, con la partecipazione di altri tre professionisti: Cesidio Serafini e Charalambos Campolo, anch’essi di Roma, e Massimo Falcinelli di Perugia.
La loro offerta ha totalizzato 95,64 punti, di cui 65,64 per l’aspetto tecnico e 30 per quello economico. Il raggruppamento ha previsto una riduzione dei costi di progettazione del 43% rispetto all’importo indicato nel bando che era di poco superiore agli 800mila euro. L’incarico è caratterizzato da tempi predefiniti. Per la presentazione del primo livello progettuale, lo studio di fattibilità tecnico-economica, è previsto un mese. È fissato in 60 giorni, invece, il termine per la riconsegna del progetto definitivo-esecutivo che costituirà il punto di riferimento per la gara d’appalto e la successiva realizzazione dell’intervento. L’idea di fondo è rendere di nuovo lo stadio pienamente utilizzabile, destinandolo nello specifico a calcio e rugby, ma rendendolo anche funzionale ad altri eventi. La capienza nelle linee dettate dal Comune è di duemila posti, ma resta da definire la questione della tribuna: sarebbe stata da abbattere in base alle prime indicazioni progettuali, anche se storici tifosi del Teramo ne hanno chiedono la conservazione. Nella proposta risultata vincente la struttura viene lasciata in piedi e riqualificata, ma la conferma di questa opzione dipenderà dalla copertura economica. A disposizione ci sono 7,3 milioni, derivati dalla rimodulazione dei fondi assegnati anni fa tramite il cosiddetto “bando per le periferie”, di cui però un paio andranno destinati alle spese di progettazione e costi accessori. Per i lavori resteranno circa cinque milioni e dunque il progetto esecutivo andrà calibrato su questo importo e sul limite di capienza che, se superato, implicherebbe l’adozione di accorgimenti ulteriormente costosi. I dettagli dell’intervento saranno messi a punto nel confronto diretto tra amministratori, tecnici comunali e rappresentanti del gruppo di progettisti. «Ci siamo già incontrati una prima volta, ma vanno ancora definiti tanti dettagli prima di arrivare al progetto cantierabile», spiega l’assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari, «l’individuazione dei progettisti, comunque, avvia la concretizzazione dell’impegno preso in campagna elettorale per il recupero dello storico stadio della città». Il percorso sarà «partecipato», assicura l’assessore che ribadisce la volontà dell’amministrazione di «restituire ai cittadini un impianto funzionale e collegato con il parco fluviale, con una ricucitura urbanistica, che rappresenterà un ulteriore valore aggiunto.
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