Veco, altro scoglio al Tar fra una settimana
Martinsicuro, dai sindacati un appello alla Sovrintendenza perché rilasci il parere che sblocca i lavori
MARTINSICURO. Superato momentaneamente il blocco imposto dalla Regione alla fonderia Veco con un decreto del Tar che ha accolto il ricorso d’urgenza per far riprendere la produzione, adesso il nuovo banco di prova ci sarà l’11 maggio. La camera di consiglio per la trattazione dell'istanza cautelare è infatti prevista per questa data.
Una tregua di pochi giorni, dunque. Su questa nuova serie di intoppi intervengono i sindacati. Che sottolineano l’impegno dell’azienda a ottemperare alle prescrizioni legate al rilascio dell’Aia, l’autorizzazione ambientale. «La Veco», spiega Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «non ha potuto ottemperare alla realizzazione del “cappotto” allo stabilimento perchè il Comune non ha potuto rilasciare l’autorizzazione edilizia: manca il parere della Sovrintendenza ai beni paesaggistici». «La Regione ha rilasciato l’Aia e ora un altro ente blocca tutto. La Sovrintendenza», aggiunge Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «sta impiegando mesi per rilasciare un parere consultivo: ma teme che si deturpi il panorama di una zona industriale? Allora si dica che qualcuno vuol far chiudere la Veco, e questo qualcuno lo spieghi a 80 persone che perderanno il lavoro e alle loro famiglie. Stanno facendo morire la Veco di agonia. Ogni stop imposto significa la perdita di un cliente».
D’Ignazio fa notare un controsenso. «Si sono impegnati per far diventare la Val Vibrata area di crisi complessa e poi bloccano una delle poche aziende che funziona», aggiunge il segretario della Fiom Cgil, «e una delle poche aziende della provincia che investe. La fonderia ha infatti investito parecchio nelle opere anti-inquinamento, come ha sottolineato lo stesso giudice del Tar. D’altronde i lavoratori sono i primi a impegnarsi a far rispettare le prescrizioni, visto che ne va innanzitutto della loro salute».
Non a caso il giudice nel decreto ha scritto che «gli interventi già posti in essere hanno comportato il non verificarsi di emissioni diffuse nella fase di caricamento forni sicchè il "ritardo nella compartimentazione del capannone non comporterà alcun pregiudizio per l'ambiente e il territorio"».
E Boccanera ora spera che quest’orientamento venga sposato anche quando il ricorso verrà esaminato in sede collegiale, l’11 aprile: «Siamo fiduciosi rispetto al fatto che il Tar ci consenta di lavorare».
«Anzi, noi speriamo che prima dell’11 la Sovrintendenza ai beni paesaggistici», aggiunge D’Ignazio, «rilasci il tanto atteso parere in modo che il Comune possa a sua volta rilasciare l’autorizzazione edilizia a realizzare la copertura, dando modo alla Veco di ottemperare anche a questa prescrizione».I sindacati, comunque, in caso di ulteriori ritardi e ostacoli, annunciano battaglia. (a.f.)
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