Veco e Atr, la protesta oggi si sposta in Regione

24 Febbraio 2022

I 120 lavoratori ormai prossimi al licenziamento manifestano all’Aquila  e i sindacati consegnano una nota a Marsilio: «La politica è stata assente»

TERAMO. «Promesse fatte e non mantenute, impegni persi nel tempo, parole al vento, passerelle o semplici assenze, tutte le giunte regionali che si sono susseguite in questi anni sono colpevoli di non aver risolto il problema di quasi 120 abruzzesi, uniti da un destino comune: il fallimento imprenditoriale prima e quello politico dopo». Comincia così il documento che le segreterie provinciali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil consegneranno stamattina al presidente della Regione Marco Marsilio per conto dei lavoratori di Atr e Veco, le aziende fallite di Colonnella e Martinsicuro che i sindacati dei metalmeccanici ritengono «le due vertenze simbolo della provincia di Teramo». La consegna avverrà in consiglio regionale e fuori dal palazzo dell’Emiciclo, all’Aquila, ci sarà un sit-in di protesta dei lavoratori.
«Tra marzo e settembre prossimi», scrivono sindacalisti e ormai ex operai, «le lavoratrici e i lavoratori riceveranno le definitive lettere di licenziamento, dopo anni di cassa integrazione e relative proroghe. Proroghe che sebbene abbiano consentito alle lavoratrici e ai lavoratori di rimanere a galla, hanno dato un alibi alla politica, che in forza degli ammortizzatori sociali è stata la grande assente di questa pagina nera regionale. Se non ci fossero stati gli interventi di cassa integrazione, e la tenacia di lavoratrici e lavoratori, probabilmente i riflettori su queste vertenze si sarebbero spenti più qualche mese fa. Lavoratori in cassa integrazione dal 2019/2020, anni di proroghe dovute al Covid, che hanno consentito a loro, con il senno di poi, di dilatare l’agonia, ma che allo stesso tempo hanno “colmato” quel vuoto che, chi è chiamato a risolverle le crisi industriali, ha lasciato al caso. Più di cento lavoratori, con un’età media di 50 anni, tra qualche giorno o mese, che importa, presenteranno la richiesta per la disoccupazione. Nell’apprezzare il sistema assistenziale italiano, non possiamo pensare che sia il modo per scaricare le responsabilità di coloro i quali dovrebbero mettere in campo politiche di industrializzazione e che invece nulla hanno fatto: la politica tutta, di tutti i livelli, di tutti i colori».
La nota si chiude con una domanda alla politica regionale tutta: «A marzo iniziano i licenziamenti per i lavoratori della Veco, a settembre quelli dell’Atr. Nel frattempo, in questi mesi, voi che impegni pensate di prendere?».(red.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.