Veco, esposto sui ritardi nei nulla osta

Martinsicuro, la Cisl chiede alla magistratura di indagare sui motivi dei continui rinvii
MARTINSICURO. Operai e sindacati non ci stanno a vedere la Veco imbrigliata in una serie di pastoie burocratiche e giudiziarie.
E la Fim Cisl rilancia. La procura teramana ha aperto un’inchiesta per violazione dei reati ambientali, iscrivendo tre persone nel registro degli indagati. La procura contesta la violazione dell’articolo 659 del codice penale, il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, e violazioni di natura ambientali: reati di tipo contravvenzionale. L’inchiesta, per cui c’è l’avviso di conclusione delle indagini, è scattata dopo vari esposti presentati dal comitato di cittadini. Ora la Cisl sta preparando un esposto, che presenterà l’8, in cui chiede alla magistratura di verificare se i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni necessarie all’attività della fonderia siano “fisiologici” o se c’è qualcosa sotto. «La conferenza dei servizi che deve rilasciate l’Aia (autorizzazione integrata ambientale, ndr) è stata rinviata più volte e quando sembrava che si fosse vicini a una soluzione è sempre saltato fuori un impedimento», dichiara Marco Boccanera, segretario Fim Cisl (nella foto).
Sull’inchiesta per reati ambientali, invece, il sindacalista ricorda che «sono fatti risalenti al 2013. Da allora sono stati fatti dei miglioramenti, in primis nel piano acustico. All'epoca la Veco era in classe residenziale adesso il piano è stato cambiato dal Comune. Non solo: la fonderia non lavora più di notte. Sull'inquinamento ci si riferisce a quando aveva i forni cubilotti, ora ha cambiato il tipo di fusione. I forni ora non inquinano, sono a metano». La Fim si dice accanto alla magistratura: «se qualcuno ha sbagliato paghi, ma non devono pagare i lavoratori, perdendo il posto. D’altronde l'azienda è lì da 50 anni, chi ha costruito le case sapeva della sua esistenza. Non si può far chiudere un'azienda che dà lavoro a 80 persone più l’indotto per la pennichella pomeridiana di qualcuno». I sindacati ritengono determinante la conferenza dei servizi dell'11: «auspichiamo che sia la politica che gli enti prendano una decisione. Non è più tempio di scaricabarile. Noi non smettiamo di lottare, se l'11 non si risolverà la situazione partirà una stagione di forti proteste. L'importante sono i tempi: se si devono dare delle prescrizioni all'azienda si faccia pure, ma bisogna fare in fretta. I clienti stanno scappando, l'azienda non fattura e si va verso il terzo stipendio non pagato». (a.f.)
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