Veco, firmata la cassa integrazione per i 50 dipendenti

29 Maggio 2020

Gli operai di Martinsicuro senza soldi da cinque mesi l’hanno saputo dal prefetto durante il presidio di protesta

TERAMO. Dopo cinque mesi di lunga attesa senza aver preso neanche un euro ieri mattina i 50 dipendenti della fonderia Veco di Martinsicuro, in pacifico presidio davanti alla prefettura di Teramo, hanno appreso direttamente dal nuovo prefetto Angelo de Prisco che il ministero del Lavoro ha erogato ai lavoratori la cassa integrazione. L'ammortizzatore sociale sarà corrisposto fino al 31 aprile 2021, con possibilità di essere eventualmente prorogato fino al mese di giugno dello stesso anno.
«Finalmente una buona notizia per i 50 lavoratori e le loro famiglie», il commento del segretario provinciale della Fiom Cgil Mirco D'Ignazio, «arrivata proprio durante l'incontro con il prefetto. Adesso la palla passa all'Inps di Teramo, al quale chiederemo di essere rapido nell'erogazione». Resta sul tavolo la questione del futuro delle maestranze e del rilancio dell’azienda. «Chiusa questa fase si aprirà la partita relativa al futuro del sito produttivo e dei 50 lavoratori», conclude D'Ignazio, «intanto accogliamo con soddisfazione questa notizia».
«Sono felice di questa comunicazione», dice il deputato teramano Fabio Berardini, «grazie al prezioso contributo di tutte le autorità è stato firmato dal ministero del Lavoro il provvedimento di cassa integrazione. È doveroso scusarsi a nome del Governo per i ritardi che si sono accumulati ma sono felice che finalmente la questione sia stata risolta in maniera positiva. Finalmente i lavoratori vedranno riconosciuti i loro diritti».
Soddisfazione tra i dipendenti, ma le ombre sul futuro dell’attività produttiva dell’azienda rimangono. (s.d.s.)
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