Veco, il Pd: errori tecnici nel piano acustico

22 Luglio 2014

MARTINSICURO. L’adeguamento del piano acustico comunale è stata al centro della conferenza stampa indetta dal Pd di Martinsicuro. Sul caso della Veco il segretario Mauro Paci risponde al comitato...

MARTINSICURO. L’adeguamento del piano acustico comunale è stata al centro della conferenza stampa indetta dal Pd di Martinsicuro. Sul caso della Veco il segretario Mauro Paci risponde al comitato Difesa Ambiente Martinsicuro, che lo aveva chiamato in causa per una vicenda risalente al governo retto da Leonilde Maloni quando Paci era capogruppo di minoranza di Sinistra Indipendente, e fa chiarezza sulla mozione approvata nel consiglio comunale del 23 gennaio 2007 da cui successivamente è conseguita l’illegittimità del piano acustico riconosciuta dal Tar. Tutto sarebbe stato originato dal mancato adeguamento del piano alla mozione approvata con delibera di consiglio: un procedimento mai effettuato negli anni successivi dai tecnici incaricati. «Sarebbe opportuno avviare un’indagine amministrativa», sono le parole di Paci, «per capirne le motivazioni». Paci spiega che all’epoca la sua mozione era scaturita dal fatto che, nel piano acustico, la Veco, a differenza di tutte le altre industrie comprese in fascia 5, era stata inserita in fascia 4. «Una disparità di trattamento che doveva essere risolta come poi fu nell’approvazione della mozione in Consiglio comunale» spiega Paci. Nel piano acustico però la zona 5 della Veco risultava contigua alla fascia 3. Una situazione non prevista e che doveva essere sanata con l’individuazione di una zona cuscinetto di categoria immediatamente precedente attorno all’industria.Il piano non è mai stato adeguato dagli uffici competenti, e non è stato più portato in consiglio comunale, ma nei vari tavoli tecnici tra gli enti e l’azienda, è emerso che nel 2009 il Comune con un atto invitava il tecnico incaricato ad adeguare il piano alla delibera di consiglio, e successivamente lo stesso Di Salvatore in Provincia aveva sottoscritto un documento in cui si impegnava a risolvere la questione». Tutto però negli anni è rimasto immutato. «E’ vergognoso che l’amministrazione Camaioni continui a rimandare le responsabilità al passato, quando avrebbe potuto risolvere la situazione nei due anni al governo» attacca il consigliere Andrea Buonaspeme.

Sandro Di Stanislao

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