Veco in bilico, Fioretti chiede l’aiuto del ministro

Ieri udienza in tribunale sul futuro della storica fonderia di Martinsicuro Rinviata al 17 dicembre la decisione sul fallimento: si cercano nuovi investitori
MARTINSICURO. C’è quasi un mese per tentare di salvare la Veco. Il giudice delegato ai fallimenti Giovanni Cirillo ieri ha tenuto una prima udienza dopo la richiesta, presentata dalla stessa fonderia di Martinsicuro, di retrocedere rispetto al concordato preventivo. E ha deciso di rinviare al 17 dicembre l’udienza in cui stabilire se la Veco fallirà o se si salverà. In questo lasso di tempo potrebbe essere risolutivo l’ingresso di un nuovo socio e quindi di capitale fresco per pagare i debiti.
E comunque, anche qualora venisse decretato il fallimento, c’è sempre l’ultima chance dell’esercizio provvisorio, in base al quale l’azienda potrebbe continuare a lavorare. In effetti di lavoro ce n’è ancora – ieri mattina, prima dell’assemblea sindacale che si è svolta nel primo pomeriggio le maestranze erano in attività – ma non è negabile che ci sia stata una fuga di clienti alla notizia del possibile fallimento.
Ma non tutto è perduto: il fatto che la fonderia sia in possesso di un’Aia (autorizzazione ambientale) fino al 2016 è un patrimonio non da poco, visto che ben poche fonderie in Italia hanno permesso così a lungo termine, come ha fatto recentemente notare la parlamentare Pd Stefania Pezzopane. E così l'apertura di un tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo economico è stato chiesto dall'assessore regionale alle politiche del lavoro, Piero Fioretti. La richiesta è stata avanzata direttamente al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, mediante una lettera nella quale l'assessore Fioretti illustra lo stato della vertenza occupazionale chiedendo soprattutto che il tavolo di crisi «verifichi», scrive l'assessore al ministro, «ogni possibile e utile intervento con l'obiettivo di scongiurare la chiusura dello stabilimento e il licenziamento dei lavoratori e anche di verificare la possibilità di intercettare eventuali nuovi investitori interessati allo stabilimento». La vertenza che interessa la Veco Fonderia sta attraversando un momento di stallo dopo l'omologazione nel luglio del 2018 del concordato preventivo, a cui però l’azienda ha rinunciato perchè impossibilitata a onorare i debiti, nonostante il buon livello produttivo. «Non possiamo permetterci che la crisi della Veco sfoci in una dismissione», spiega l'assessore, «per questo abbiamo il dovere di battere tutte le strade possibili per ridare slancio alla produzione e soprattutto dare una speranza lavorativa stabile ai lavoratori». La Veco è un'azienda storica del Teramano, fa notare l’assessore, «inserita peraltro nell'area di crisi complessa Tronto-Val Vibrata e i lavoratori hanno un'alta professionalità che non può essere dispersa ma anzi tutelata fino in fondo».
La Veco attualmente occupa 54 lavoratori, che del primo ottobre scorso fruiscono del trattamento di cassa integrazione straordinaria (Cigs) fino al 30 settembre 2020. «In questo senso», aggiunge Fioretti, «come Regione Abruzzo abbiamo sottoscritto con la società un'intesa che impegna la Regione ad erogare in favore dei lavoratori in Cigs politiche attive del lavoro; la società inoltre si è impegnata a ricercare nuovi investitori in grado di immettere nuovi capitali e incrementare i volumi di produzione. Confido nella sensibilità del ministro Patuanelli nell'istituire un tavolo di crisi che alzerebbe l'attenzione su questa vertenza anche perché l'area della Val Vibrata non può permettersi altri abbandoni».
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