Veco, la cassa Covid non arriva A settembre i licenziamenti

I lavoratori della fonderia di Martinsicuro ora fallita protestano e vengono ricevuti in prefettura I sindacati accusano: «Da marzo non ci sono gli ammortizzatori sociali e l’Inps non ha soldi»
TERAMO. Davanti a loro hanno solo la prospettiva del licenziamento, che scatterà a settembre. Un dramma quello dei lavoratori della Veco di Martinsicuro al quale si aggiungono i ritardi nell’erogazione della cassa Covid, ferma al mese di marzo. Una situazione diventata ormai insostenibile e che rischia di rappresentare, insieme a quella dell’Atr, una vera e propria bomba sociale e che ieri mattina ha visto i lavoratori della storica fonderia mettere in atto un sit-in di protesta davanti alla Prefettura.
In largo San Matteo i lavoratori allo stremo hanno espresso la loro rabbia chiedendo l’intervento di istituzioni e politica. «Siamo qui per denunciare ancora una volta i ritardi enormi dell’Inps nell’erogazione della cassa Covid», sottolinea il segretario della Fiom Cgil Natascia Innamorati, «i lavoratori della Veco hanno percepito per l’ultima volta l'ammortizzatore nel mese di marzo e se inizialmente i ritardi erano legati a una modifica della procedura da parte dell’Inps adesso che le pratiche potrebbero essere lavorate l’Inps non ha i soldi per pagare». Ci sarebbe infatti un problema di copertura economica dell’ammortizzatore sociale a livello nazionale. «Un fatto gravissimo», dichiara il segretario della Fim Cisl Marco Boccanera. «Ci fa pensare che quando ci sarà lo sblocco dei licenziamenti, e gli ammortizzatori sociali diventeranno ancor più necessari, si rischierà la guerra civile. Questi lavoratori non stanno ricevendo un euro ma continuano a vedersi arrivare bollette, rate dei mutui, che non sanno come pagare. Abbiamo chiesto che l’Inps certifichi che non ha i soldi per pagare la Cig affinché lo possano portare nelle banche e dire che non è colpa loro se non possono pagare. Tra l’altro i lavoratori di Atr e Veco vivono in una terra di confine, dove la perdita del lavoro rappresenta un vero e proprio problema sociale». Una questione che sindacati e lavoratori, ricevuti in delegazione, hanno rappresentato in un incontro cui ha preso parte, per conto del prefetto, il capo di gabinetto Francesco Baiocco. «Da parte della Prefettura c’è stata la massima disponibilità», concludono Boccanera e Innamorati, «ci è stato confermato che il problema di liquidità dell’Inps è a livello nazionale ed è stata condivisa la preoccupazione sulla questione sociale. Aspetti rispetto ai quali la Prefettura ha assicurato tutto il proprio impegno».
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