Veco, tensioni nel sit-in Petardo ferisce giornalista

12 Giugno 2015

Presidio a Teramo degli operai della fonderia di Martinsicuro ferma da un mese Oggi sciopero e manifestazione sotto la Regione: si tiene un incontro decisivo

TERAMO. Un periodo di forti tensioni per i 72 operai della Veco di Martinsicuro. Con la fonderia ferma da un mese ieri si è svolta una manifestazione a Teramo, davanti alla prefettura. E qualcuno ha fatto esplodere un petardo, un cui piccolo pezzo ha colpito un agente della Digos e una giornalista, Elisa Leuzzo di Tv 6. Il poliziotto non si è fatto male, la giornalista una piccola escoriazione al braccio. Gli operai si sono scusati, ma il rischio è che la questura proceda a denunciarli.

I sindacati sono rammaricati, ma spiegano che la tensione è alta e ieri mattina lo era ancor di più: il tavolo fra le parti in prefettura era stato annullato per indisponibilità di Regione, Arta e Ufficio regionale per l’ambiente. Poi un incontro si è tenuto con prefetto, Provincia, Confindustria, azienda, ma senza la “controparte”. Sono infatti Arta e Regione che non rilasciano le autorizzazioni alla produzione. Non solo: giovedì alle 21 l’Arta di Teramo ha inviato un parere negativo. Oggi in Regione si terrà un incontro fra le parti: i lavoratori hanno deciso per una giornata di sciopero e un picchetto a Pescara. «Socialmente la situazione è pesantissima», osserva Giampiero Dozzi della Fiom Cgil, «la Veco ha detto che fra un po' prenderà decisioni drastiche. Questo ci preoccupa, rischiano di saltare 72 posti con l'indotto 150. Chiediamo che questa vertenza venga definita in breve, bisogna trovare soluzioni che rispettino i parametri di sicurezza, per tutti. Ma i percorsi delle istituzioni devono essere coerenti e lineari, cosa che negli ultimi tempi non è stata».

«Da 4 settimane c’è il fermo produzione», spiega Antonio Liberatori della Fim Cisl, «già più di una settimana fa è stata chiesta un'autorizzazione provvisoria per fare una ripartenza, in attesa che l'Arta il lunedì successivo facesse sopralluoghi approfonditi. Non ci sono stati nè autorizzazione nè sopralluogo. Il problema vero è che nessuno ha il coraggio di dire se lì la Veco ci può stare o no. Ma bloccando la produzione alla fine la Veco chiuderà: i clienti andranno via, la Veco è un'azienda che fa commesse di multinazionali importanti. E la concorrenza ormai è intercontinentale».

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