Venti appartamenti confiscati: il Comune decide di venderli

L’ente incarica un esperto per la stima del complesso alberghiero residenziale di contrada Fontanelle Il provvedimento dopo il pronunciamento della Corte d’appello, per gli immobili sarà fissata un’asta
TORTORETO. L’amministrazione comunale mette in vendita gli immobili confiscati ad un’impresa per questioni legate a una lottizzazione. E per questo prima si procede alla stima del complesso immobiliare “Belvedere” di Tortoreto e poi all’asta, prevista per l’alienazione dei beni patrimoniali pubblici. Entra nel vivo la vicenda che vedrà l’amministrazione comunale impegnata, prossimamente, nella vendita del complesso edilizio collinare vista mare.
Nel 2017 la Corte di appello dell’Aquila aveva disposto con sentenza la confisca delle unità immobiliari facenti parte di un complesso alberghiero residenziale esistente in contrada Fontanelle. L’amministrazione civica ha dato incarico a un tecnico, Gabriele Di Natale, di stimare il valore del complesso edilizio consistente in circa venti appartamenti, cantine, garage, piscina e lastrico solare. Dalla stima di base si capirà il valore complessivo degli immobili che, per intero e non frazionabili, verranno posti in vendita. La stima dovrebbe essere rimessa nei prossimi mesi e, se tutto va bene, le procedure di asta potrebbero essere avviate prima della fine del mandato del sindaco Domenico Piccioni. La Corte d’appello dell’Aquila aveva confermato la legittimità della confisca sui terreni abusivamente lottizzati, da cui era derivata l’acquisizione degli immobili al patrimonio immobiliare del Comune.
La sentenza era divenuta irrevocabile nel 2018 per cui il Comune di Tortoreto aveva provveduto alla trascrizione degli immobili oggetto del provvedimento di confisca. Il consiglio comunale, poi, nel novembre del 2020, aveva acquisito l’acquisizione al patrimonio dell’ente del complesso la cui destinazione urbanistica dei cespiti immobiliari era e rimane prettamente turistico-ricettiva. Per l’ente, tenersi gli immobili significa esporsi a una evidente onerosità gestionale per cui, in materia patrimoniale, è stato ritenuto necessario trovare la soluzione migliore, ossia la vendita. In questo caso, si perseguono finalità pubbliche, specie per fronteggiare minori disponibilità di risorse. L’alienazione costituisce una modalità gestionale del patrimonio che assicura lo snellimento del procedimento di vendita ed è stata questa la strada che il consiglio comunale aveva tracciato. Adesso, a distanza di due anni da quella delibera, è stato dato incarico tecnico di stima del valore dell’intero patrimonio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

