Verì: «L’ospedale a Piano d’Accio sarà il nuovo Mazzini della città»

7 Dicembre 2022

L’assessore regionale presenta il progetto: «Stesso nome della struttura attuale, ma con più servizi» Ci saranno 500 posti letto e parcheggi per 1.540 auto. D’Amario: riferimento per il nord dell’Abruzzo

TERAMO. La Regione ha illustrato, pubblicamente per la prima volta, il progetto del nuovo ospedale di Teramo che nei piani dovrebbe sorgere a Piano d’Accio, in contrada Fiumicino. Se n’è parlato ieri pomeriggio, in una gremita sala convegni della Camera di commercio, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, del direttore generale della Asl teramana Maurizio Di Giosia, del sindaco Gianguido D’Alberto e del direttore del dipartimento Salute della Regione Claudio D’Amario. Per il progetto l’investimento complessivo ammonta a più di 260 milioni di euro. Circa 120 milioni di euro sono già a disposizione con fondi statali, per la parte restante della somma è da capire se si farà ricorso ad un project financing. Il nuovo ospedale sorgerà su un’area da 18 ettari (a est della rotonda situata nella zona dello stadio Bonolis), garantirebbe 500 posti letto e avrebbe 1.540 posti auto.
«È un momento di confronto, chiesto dalla Camera di commercio», ha detto l’assessore Verì, «e ci tengo a chiarire che parliamo di un nuovo ospedale in aggiunta a quello che già c’è. Avrà lo stesso nome, perciò è giusto parlare di Mazzini 1 e Mazzini 2, ma con competenze e finalità diverse. Il nuovo sarà l’ospedale dell’alta complessità, che punterà sull’innovazione tecnologica, nuovi macchinari e riduzione delle liste d’attesa. Dobbiamo mettere le basi per i prossimi 50 anni. L’obiettivo è di riuscire a dare un’assistenza equa e appropriata a tutti i cittadini. Sono comunque pronta a un confronto aperto sull’argomento». Il direttore del dipartimento Salute della Regione D’Amario ha illustrato gli aspetti tecnici del nuovo ospedale. «Il percorso interno di chi accede all’ospedale deve essere brevissimo», ha sottolineato D’Amario, «e la nuova struttura dovrà avere una capacità attrattiva per i cittadini. Teramo deve essere un hub di riferimento per la parte nord dell’Abruzzo, per L’Aquila e per la zona meridionale delle Marche. Ci sarà, per esempio, una sala ibrida, in grado di affrontare le emergenze in modo coordinato e dove andranno a confluire una serie di reparti».
Il direttore generale della Asl Di Giosia ha ricordato l’iter che in questi anni ha portato allo sviluppo del progetto del nuovo ospedale (con il coinvolgimento del consiglio comunale) e ha detto che il Mazzini di Villa Mosca manterrà attivi tanti servizi, ospiterà gli uffici direzionali e il corso di laurea in scienze infermieristiche e resterà un polo di riferimento per la diagnostica e la riabilitazione. Ad aprire l’incontro pubblico di ieri è stato il sindaco D’Alberto. «Nelle prossime settimane convocherò un consiglio comunale aperto su questo argomento», ha dichiarato il primo cittadino, «e ribadisco che l’ospedale di riferimento della comunità teramana è il Mazzini».
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